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One, two, three…

Venerdì mi sono fatta fare il mio terzo tatuaggio. Gli aghi dello strumento che usano per tatuare sono gli unici che non mi danno problemi anzi, il ronzio che fanno è addirittura rilassante. Il mio primo tatuaggio risale al 2002, mio padre se ne era andato da casa e quindi non c’era più nessuno a minacciarmi di sbattermi fuori. Una farfalla, simbolo di libertà, di leggerezza, di grazia, nonché uno degli animali più belli del mondo. La loro vita è estremamente breve ma loro sanno esattamente cosa fare prima di scomparire. In quel periodo avevo un disperato bisogno di sapere cosa fare e mi sembrava di buon auspicio. Il secondo è attualmente il mio preferito. Una Fenice con l’iniziale del nome di mio fratello. La Fenice è forza, è rinascita, è una tipa tosta che non si arrende. Se le cose vanno male, diventa cenere ma poi rinasce. Una tipa che cerco di essere. L’iniziale di Ancy ha un duplice significato, il primo è l’immenso bene che gli voglio, il secondo si riferisce al suo tatuaggio della Fenice che ha sulla spalla. Tatuate insieme due anni fa. E ora passiamo al mio gufetto. I gufi sono animali meravigliosi e mi attraggono molto. Non a caso li colleziono. Quando sono andata a sfogliare i cataloghi nel salottino avevo in testa un altro tipo di disegno. Poi l’ho visto e ci siamo piaciuti subito. Ora svolazza allegramente sulla mia spalla destra con quell’espressione da furbetto. Sta proprio bene.

Uh, dato che sto scrivendo questo post con l’iPad (che adoro già) non riesco a postare una foto ma la metterò presto. :-))

Foto!Gufo

La mia prima mela

Voi non ci crederete. Quasi quasi non ci credo nemmeno io…Sono comodamente spaparanzata sul letto, con le finestre aperte per far entrare un po’ il fresco e sto scrivendo dal mio iPad!!!!! Siiiii perchè B-Chan, Ancy e la mamy me lo hanno regalato per il mio compleanno! L’unico inconveniente è stato proprio all’inizio dato che per avviarlo serve iTunes che non avevo sul mio pc. Ovviamente non si voleva installare così ho dovuto formattare il pc e reinstallare tutto. Ora va che è una scheggia! Bene, ora non mi resta che andare sullo store e guardare che belle applicazioni ci sono. suggerimenti?

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Ebbene si, ci siamo. Giro di boa anche per me.

Se avessi saputo, mentre spegnevo le candeline del mio 29esimo compleanno, cosa sarebbe accaduto nei 365 giorni successivi, avrei chiesto direttamente di passare a questa giornata.

Quindi l’inizio di questa fantomatica nuova era la cominciamo così, con una gran voglia di felicità, salute e diverse idee in cantiere. Poi, lo sapete che sono un esserino “regaloso” e quindi mi aspetto ti tirare qualche riga sulla mia wish list e soprattutto, tutte e trenta le candeline da spegnere!

Si usa  farsi gli auto auguri? Ma chissenefrega augurissimi a me! XD

NB: ovviamente il post è programmato sull’ora esatta…

12 Giugno 2010

Il 12/06 è l’anniversario di matrimonio mio e di B-Chan e alle 17 di sabato la mia collega Barbara si è sposata. Mi ha fatto un effetto pazzesco partecipare ad una cerimonia proprio quel giorno. Non poteva essere uno sposalizio più diverso, loro in una piccola deliziosa chiesa con il coro delle suore di clausura e noi nella sala consiliare del comune di Fabbrico, la stessa dove ora Fabry lavora come assessore. Eppure mi sono emozionata tantissimo! Pensare che sei anni fa (6!!) ero una contentissima sposina nel suo vestito dorato e con le puma ai piedi e ora sono una pimpante mogliettina presa da mille cose ma con ancora le farfalle nello stomaco quando abbraccio il mio uomo. Lo so, sto scrivendo un po’ a casaccio, ma sono davvero tanti i pensieri che mi passano per la testa in questo momento.  Questi primi sei mesi del 2010 sono stati più difficili di tutti questi sei anni messi assieme. Mentre mi gusto una granita coca e limone alla mia scrivania mi chiedo come abbiamo fatto ad uscirne quasi indenni…in ogni caso, come dice il bigliettino trovato nel mio biscotto della fortuna “Concentrati sulle cose essenziali”. E sia.

Racconto d’inverno – on stage

Se c’è una cosa a cui non mi abituerò mai è il panico che sento quando sono dietro il sipario, pochi minuti prima di andare in scena, con il vociare del pubblico in sala.

Da giovedì a sabato ho vissuto in una dimensione parallela. Giovedì il mio corpo mi ha fatto capire che tra orari impossibili, cene saltate e corse per arrivare in tempo alle prove era ora di staccare. Un bel mal di testa con aura di come non ne avevo da tempo. Il braccio sinistro mi è rimasto “non utilizzabile” per un bel po’. Questo sicuramente non mi ha aiutato nelle prove generali che, per la cronaca, sono state una cosa assolutamente cessosa…

Venerdì mattina ero fisicamente a posto (occhiaie a parte) ma la testa era da un’altra parte. Ero tesa, nervosa e impaziente. Alle 14 ero in teatro dopo un pranzo super rapido. Ancora prove e poi un po’ di relax dove ho mangiato qualsiasi cosa di commestibile che girava per i camerini. Mandano a quel paese la sacra regola del niente dolci perchè rovinano la voce ho mangiato biscotti, rotelle di liquirizia e almeno 3 super fette di torta al cioccolato.

Arrivano le 19:30 e si va di trucco e parrucco. Quest’anno mi sono improvvisata anche truccatrice ed è servito un sacco per farmi passare la tensione.  Alle 21 siamo tutti pronti. Le ballerine continuano a scaldarsi e noi giriamo avanti e indietro tra i camerini e il palco ripetendo la nostra parte. Parte la musica, il sipario si apre e via.

Sabato mattina non riuscivo a togliermi dalla faccia un sorriso soddisfatto. Mi sono imposta di dimenticare venerdì e concentrarmi, ci vuole meno di un secondo per mandare alle ortiche tutto e io non ho voglia di vanificare i miei sforzi e quelli degli altri attori e ballerine. In due ore e dieci circa scivola via anche lo spettacolo di sabato. Con qualche contrattempo in più a cui abbiamo miracolosamente messo una  pezza ma del resto e non è una giustificazione ma un dato di fatto, non siamo professionisti.

Insomma, ora che è tutto concluso, ora che ho un sacco di tempo libero e posso riprendere la mia vita sociale e virtuale (lavoro permettendo) e ricominciare ad ululare in macchina, ecco….mi manca un pezzo. Mi manca già molto.

GRAZIE a tutti i miei meravigliosi compagni di viaggio. In particolare alla Monni, alla Vale e Franco e alle meravigliose danzatrici Lara e Chiara! Ci si rivede presto sul palco (e magari prima anche per una grigliata o una pizzata!!!).

Io vado di frutta

Con i fantastici attori del MaMiMò!

E non dimenticate che domani (oddio domani!!!!) e sabato siamo in scena con “Racconto d’inverno”!!!

Attesa

Lo so, lo so, è sabato mattina, non sono nemmeno le 9 e son già sveglia e attiva. Si, scusate, probabilmente è colpa mia se piove.

Comunque, questa mattina mi sono alzata presto per venire a lavorare, abbiamo del super lavoro da fare e  a quanto pare non è sufficiente lavorare tutti i giorni fino alle 20. Mentre mi avvicinavo alla mia auto ho incrociato nel vialetto un cagnolino color caffèlatte, piccolo e dal muso simpatico. L’ho salutato e lui si è avvicinato per una carezza. Dopodichè ha continuato a zampettare allegramente fin sotto il balcone dei miei vicini che hanno una cagnolina. Si è seduto e ha continuato a guardare il balcone. Improvvisamente la porta d’ingresso si è aperta e lui si è alzato e ha iniziato a scondinzolare. Falso allarme, non era la sua amica. E’ tornato a sedersi e a fissare il balcone in paziente attesa.

Ecco, io sono salita in auto di un umore decisamente migliore.

Buon week a tutti.

Will you follow me into the night?

Nonostante quello che avevo scritto qui, la teenager che è in me non ha resistito. In verità, dopo tutto quello che è successo in questi ultimi mesi, era un po’  che cercavo un regalo da farmi e così, welcome to humanoid city tour!

Che dire? Tantissima gente, famiglie al completo con look teschiegganti, ragazze mano nella mano con canotte degli Iron e di Hello Kitty, ragazzine ululanti, bimbe (e quando dico bimbe intendo 6/7 anni), genitori, signore 40enni con minigonne leopardate, 15enni con pantaloni in latex e tutù…insomma un vero casino di stili, età e look. Ma la cosa importante è che la musica è stata fantastica. Ho cantato a squarciagola tutto il tempo e saltellato a più non posso tranne quando fotografavo.  Ho conosciuto persone simpatiche e avuto la possibilità di passare due ore in pace con me stessa. A quando il prossimo??

Lunedì – si riparte!

Avete sicuramente intuito che questa settimana rappresenta per me una sorta di “rinascita”. Ci sono tante piccole cose che avevo smesso e che sto lentamente riprendendo. Tipo laccarmi le unghie, truccarmi con il mio classico smoky eyes verde, rimettere i miei bra variopinti che prima non mi stavano più a causa degli ormoni, tornare a fare teatro…
Ma la cosa che più aspettavo con impazienza era tornare alla guida della mia bimba rossa. Io amo guidare e ora che finalmente non prendo più i medicinali che compromettevano la mia capacità di guidare (e non solo quella), trovarmi di nuovo nel sedile del guidatore è stato bellissimo.
Ho messo il mio cd “wake up” pieno di canzoni pimpanti e saltellanti e mi sono avviata verso l’ufficio. Mai questi 35 km casa-lavoro mi sono sembrati così belli e sensati.

Aggiornamento: nonostante cerchi di mettercela tutta, davanti al pancione della mia collega che partorirà a giugno non sono riuscita a far finta di niente. Ho dovuto abbassare lo sguardo…

1+1=3

Toc toc, è permesso? Com’è strano scrivere qui dopo più di una settimana di assenza.
In realtà sono stata spesso online, molto più spesso di quanto avrei voluto, ma l’umore non era adatto ne a scrivere nulla ne a partecipare ad altre discussioni. Giusto un paio di tweet e qualche like qua e là su Friendfeed. Il fatto è che passare dalla felicità più assoluta al totale senso di inutilità nel giro di poco mi ha fatto collassare. Non ho risposto alle mail, ho ignorato le chiamate e quelle che sono arrivate sul telefono di casa le ha gestite B-Chan. Un totale rifiuto di contatto verso l’esterno. Non ricordo un altro periodo così.. Io non ho pazienza, non so aspettare e detesto quando le cose mi sfuggono di mano e non sono controllabili in qualche modo.

Il fatto è che a fine dicembre io e B-Chan abbiamo saputo che aspettiamo un bimbo. Un bimbo voluto e cercato, ma le cose non sono partite subito con il piede giusto. Neanche il tempo di comunicare la notizia ai genitori e al futuro zio che già eravamo al pronto soccorso. La prima sera che ci siamo andati mi hanno trattata malissimo. Sono arrivata a casa che stavo peggio di prima. Non metterò più piede in quell’ospedale nemmeno se restasse l’ultimo sulla faccia della terra. Poi la mattina dopo, un incrocio tra una larva e uno straccio, sono andata al consultorio. L’ostetrica mi ha ascoltato pazientemente tra un fazzoletto e l’altro e mi ha spiegato a modo tutto quanto. Sono uscita con due parole che ronzavano in testa minacciose ma un po’ più consapevole di che accidenti stava succedendo al mio corpo e con l’ordine di farmi una settimana di letto. Lunedì sera un altro giro al pronto soccorso ma in un altro ospedale. Le due parole gironzolano ancora ma mi visitano e sembra tutto ok.

E’ passata la settimana di riposo forzato, gli esami sono nella norma e oggi ho ricominciato a lavorare. Ovviamente devo stare attenta, niente sforzi, niente stress e al primo sintomo strano mi ripiazzano a letto. In ogni caso va molto meglio. Durante la giornata  mi sforzo di ricordare quelle splendide parole che mi ha scritto la mia amica Elena (grazie Ele! Ti voglio bene!) ” La vita ha una forza enorme e va oltre ciò che noi possiamo controllare, a noi esseri pensanti non resta che aspettarla.”

E io aspetto, pazientemente, un giorno dopo l’altro…

PS: ne approfitto per ringraziare tutti quelli che ultimamente hanno “incrociato” di ogni…grazie grazie grazie.

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