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Profumo

Domenica sera sono andata al parco cascina di Fabbrico City a dare una mano per la festa di Libera. Primo tempo alla cassa, poi a sparecchiare i tavoli infine a servire i dolci. La cucina è su larga scala, immensa e con le sue regole. Si entra di qui, si esce di là, il lavatoio ha già tutti i cestini per svuotare rimasugli di cibo, acqua, vino, raccolta differenziata, insomma tutto ben organizzato. Ma è il profumo che mi ha stregata. È come centuplicare il profumo della cucina della nonna. Chiudi gli occhi e hai di nuovo tre anni e stai sbirciando dalla serratura la preparazione del pranzo di Natale. Ah, che bello quando capitano queste meraviglie del tutto inaspettate.

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One, two, three…

Venerdì mi sono fatta fare il mio terzo tatuaggio. Gli aghi dello strumento che usano per tatuare sono gli unici che non mi danno problemi anzi, il ronzio che fanno è addirittura rilassante. Il mio primo tatuaggio risale al 2002, mio padre se ne era andato da casa e quindi non c’era più nessuno a minacciarmi di sbattermi fuori. Una farfalla, simbolo di libertà, di leggerezza, di grazia, nonché uno degli animali più belli del mondo. La loro vita è estremamente breve ma loro sanno esattamente cosa fare prima di scomparire. In quel periodo avevo un disperato bisogno di sapere cosa fare e mi sembrava di buon auspicio. Il secondo è attualmente il mio preferito. Una Fenice con l’iniziale del nome di mio fratello. La Fenice è forza, è rinascita, è una tipa tosta che non si arrende. Se le cose vanno male, diventa cenere ma poi rinasce. Una tipa che cerco di essere. L’iniziale di Ancy ha un duplice significato, il primo è l’immenso bene che gli voglio, il secondo si riferisce al suo tatuaggio della Fenice che ha sulla spalla. Tatuate insieme due anni fa. E ora passiamo al mio gufetto. I gufi sono animali meravigliosi e mi attraggono molto. Non a caso li colleziono. Quando sono andata a sfogliare i cataloghi nel salottino avevo in testa un altro tipo di disegno. Poi l’ho visto e ci siamo piaciuti subito. Ora svolazza allegramente sulla mia spalla destra con quell’espressione da furbetto. Sta proprio bene.

Uh, dato che sto scrivendo questo post con l’iPad (che adoro già) non riesco a postare una foto ma la metterò presto. :-))

Foto!Gufo

La mia prima mela

Voi non ci crederete. Quasi quasi non ci credo nemmeno io…Sono comodamente spaparanzata sul letto, con le finestre aperte per far entrare un po’ il fresco e sto scrivendo dal mio iPad!!!!! Siiiii perchè B-Chan, Ancy e la mamy me lo hanno regalato per il mio compleanno! L’unico inconveniente è stato proprio all’inizio dato che per avviarlo serve iTunes che non avevo sul mio pc. Ovviamente non si voleva installare così ho dovuto formattare il pc e reinstallare tutto. Ora va che è una scheggia! Bene, ora non mi resta che andare sullo store e guardare che belle applicazioni ci sono. suggerimenti?

30

Ebbene si, ci siamo. Giro di boa anche per me.

Se avessi saputo, mentre spegnevo le candeline del mio 29esimo compleanno, cosa sarebbe accaduto nei 365 giorni successivi, avrei chiesto direttamente di passare a questa giornata.

Quindi l’inizio di questa fantomatica nuova era la cominciamo così, con una gran voglia di felicità, salute e diverse idee in cantiere. Poi, lo sapete che sono un esserino “regaloso” e quindi mi aspetto ti tirare qualche riga sulla mia wish list e soprattutto, tutte e trenta le candeline da spegnere!

Si usa  farsi gli auto auguri? Ma chissenefrega augurissimi a me! XD

NB: ovviamente il post è programmato sull’ora esatta…

12 Giugno 2010

Il 12/06 è l’anniversario di matrimonio mio e di B-Chan e alle 17 di sabato la mia collega Barbara si è sposata. Mi ha fatto un effetto pazzesco partecipare ad una cerimonia proprio quel giorno. Non poteva essere uno sposalizio più diverso, loro in una piccola deliziosa chiesa con il coro delle suore di clausura e noi nella sala consiliare del comune di Fabbrico, la stessa dove ora Fabry lavora come assessore. Eppure mi sono emozionata tantissimo! Pensare che sei anni fa (6!!) ero una contentissima sposina nel suo vestito dorato e con le puma ai piedi e ora sono una pimpante mogliettina presa da mille cose ma con ancora le farfalle nello stomaco quando abbraccio il mio uomo. Lo so, sto scrivendo un po’ a casaccio, ma sono davvero tanti i pensieri che mi passano per la testa in questo momento.  Questi primi sei mesi del 2010 sono stati più difficili di tutti questi sei anni messi assieme. Mentre mi gusto una granita coca e limone alla mia scrivania mi chiedo come abbiamo fatto ad uscirne quasi indenni…in ogni caso, come dice il bigliettino trovato nel mio biscotto della fortuna “Concentrati sulle cose essenziali”. E sia.

Racconto d’inverno – on stage

Se c’è una cosa a cui non mi abituerò mai è il panico che sento quando sono dietro il sipario, pochi minuti prima di andare in scena, con il vociare del pubblico in sala.

Da giovedì a sabato ho vissuto in una dimensione parallela. Giovedì il mio corpo mi ha fatto capire che tra orari impossibili, cene saltate e corse per arrivare in tempo alle prove era ora di staccare. Un bel mal di testa con aura di come non ne avevo da tempo. Il braccio sinistro mi è rimasto “non utilizzabile” per un bel po’. Questo sicuramente non mi ha aiutato nelle prove generali che, per la cronaca, sono state una cosa assolutamente cessosa…

Venerdì mattina ero fisicamente a posto (occhiaie a parte) ma la testa era da un’altra parte. Ero tesa, nervosa e impaziente. Alle 14 ero in teatro dopo un pranzo super rapido. Ancora prove e poi un po’ di relax dove ho mangiato qualsiasi cosa di commestibile che girava per i camerini. Mandano a quel paese la sacra regola del niente dolci perchè rovinano la voce ho mangiato biscotti, rotelle di liquirizia e almeno 3 super fette di torta al cioccolato.

Arrivano le 19:30 e si va di trucco e parrucco. Quest’anno mi sono improvvisata anche truccatrice ed è servito un sacco per farmi passare la tensione.  Alle 21 siamo tutti pronti. Le ballerine continuano a scaldarsi e noi giriamo avanti e indietro tra i camerini e il palco ripetendo la nostra parte. Parte la musica, il sipario si apre e via.

Sabato mattina non riuscivo a togliermi dalla faccia un sorriso soddisfatto. Mi sono imposta di dimenticare venerdì e concentrarmi, ci vuole meno di un secondo per mandare alle ortiche tutto e io non ho voglia di vanificare i miei sforzi e quelli degli altri attori e ballerine. In due ore e dieci circa scivola via anche lo spettacolo di sabato. Con qualche contrattempo in più a cui abbiamo miracolosamente messo una  pezza ma del resto e non è una giustificazione ma un dato di fatto, non siamo professionisti.

Insomma, ora che è tutto concluso, ora che ho un sacco di tempo libero e posso riprendere la mia vita sociale e virtuale (lavoro permettendo) e ricominciare ad ululare in macchina, ecco….mi manca un pezzo. Mi manca già molto.

GRAZIE a tutti i miei meravigliosi compagni di viaggio. In particolare alla Monni, alla Vale e Franco e alle meravigliose danzatrici Lara e Chiara! Ci si rivede presto sul palco (e magari prima anche per una grigliata o una pizzata!!!).

Racconto d’inverno, – 10.

Post sconclusionato sul teatro.

Ormai manca poco. Tra 10 giorni saremo in scena. E’ il momento di dare il massimo nelle prove per sistemare quello che non va. Purtroppo di cose che non vanno ancora bene ce ne sono parecchie.  Me lo sentivo già, ma sabato ho avuto la conferma.

Non tutti possono prendere seriamente tutto ciò che fanno ma non posso fare a meno di arrabbiarmi. Anche se recitare non è il mio lavoro ma, purtroppo, “solo” uno dei miei hobby non per questo mi risparmio. Ho fatto una fatica enorme a capire Ermione. Ho letto e riletto ogni sua battuta anche in lingua originale. Mi sono scervellata per giorni su come farla muovere, parlare, arrabbiare. I sentimenti che prova nei confronti di Leonte, come tratta Mamilio, ho cercato di valutare ogni piccola cosa per renderla più vera possibile. Il lavoro non è ancora finito, sento che mi manca ancora qualcosa ma ci sto arrivando.  M’imbestialisco quando sento delle persone che recitano con me che si lamentano perché hanno poche battute, perché abbiamo una sessione di prove straordinarie di venerdì sera e altre puttanate del genere. TUTTO è importante. Dalla parte con 3 battute a quella con 300! Ci vuole un nanosecondo a portare uno spettacolo da un livello discreto a uno schifo e questo non entra in testa  tutti. E mi fa arrabbiare pensare che tanto lavoro, tanta fatica vada distrutta.

Lo so che creare il “Personaggio” non è una cosa semplice ma almeno provarci! Io mi sto letteralmente violentando per diventare Ermione. Non faccio che pensare che anch’io dovrei essere incinta come lei e non lo sono e mi deconcentro.  Se io posso annullare le ondate di ricordi e dolore che cercano di affogarmi perché ad altri è così difficile? E’ troppo chiedere un po’ d’impegno?  Non faccio che sentire che il regista non dice come muoversi, come parlare, come fare…siamo forse burattini? Il teatro è anche ricerca! Non è entrare, mettersi in posizione, dire la battuta e uscire. Non è essere contenti perchè  ho fatto il mio e chissenefrega se l’altro ha sbagliato.

Solo 10 giorni…spero che il caro buon vecchio terrore da palcoscenico faccia il suo e dia una svegliata agli animi…

Will you follow me into the night?

Nonostante quello che avevo scritto qui, la teenager che è in me non ha resistito. In verità, dopo tutto quello che è successo in questi ultimi mesi, era un po’  che cercavo un regalo da farmi e così, welcome to humanoid city tour!

Che dire? Tantissima gente, famiglie al completo con look teschiegganti, ragazze mano nella mano con canotte degli Iron e di Hello Kitty, ragazzine ululanti, bimbe (e quando dico bimbe intendo 6/7 anni), genitori, signore 40enni con minigonne leopardate, 15enni con pantaloni in latex e tutù…insomma un vero casino di stili, età e look. Ma la cosa importante è che la musica è stata fantastica. Ho cantato a squarciagola tutto il tempo e saltellato a più non posso tranne quando fotografavo.  Ho conosciuto persone simpatiche e avuto la possibilità di passare due ore in pace con me stessa. A quando il prossimo??

Ermione

Non sono sparita. E’ che Ermione sta prendendo forma, una forma che mi piace. Comincio a capirla anche nelle battute più complesse. Di cosa sto parlando? Ma del corso di teatro! No, niente bacchette magiche,  scope volanti ed incantesimi. Ermione è la regina di Sicilia ne “Il racconto d’inverno” di Shakespeare.

Maggio è dannatamente vicino e sono così eccitata, nervosa e saltellante che cerco di sfruttare ogni momento libero a pesare a come diventare questo personaggio.

Amo il teatro.

PS: stasera si ricomincia dal primo atto, speriamo che il sommo maestro (ave o Boss) non mi stravolga la mia Ermione….

Hello! The end is near – part II

Ieri leggevo dalla cara Lypsak che oggi finirà il primo decennio del nuovo secolo. Questi primi dieci anni sono stati obbiettivamente difficili. In ordine sparso:

  • I miei genitori si sono separati.
  •  Ho traslocato 4 volte.
  • Quattro nonni ci hanno lasciato.
  • Mia mamma ha scoperto di dover combattare contro gli esserini poco piacevoli dell’epatite C.
  • Ho perso qualche amico per strada per pigrizia (notare che ho scritto amico e non Amico.  Gli Amici non si perdono mai).
  • Ho trovato quello che allora sembrava il lavoro perfetto e ora mi sta talmente stretto da soffocarmi.
  • Ho scoperto di essere intollerante al caffé.
  •  Sono cresciuta in un botto per affrontare problemi molto più grandi di me ed evitare che mi rullassero su.

 Però, sempre in ordine sparso, ci sono stati dei lati positivi:

  • Il legame con il mio fratellino si è rafforzato da paura.
  • Mi sono sposata con uno dei pochi esseri umani dell’intero universo che riescono a sopportarmi al 100% senza grossa fatica e cucina pure benissimo!
  • Ho comprato casa (indebitandomi per 20 anni)
  • Ho reciso rami che mi davano più problemi che altro.
  • Ho deciso di fregarmene altamente del giudizio delle persone.  Se una cosa mi piace, mi piace. E chisseneraga se qualcuno la trova ridicola.
  • Ho ricominciato a fare teatro.
  • Ho trovato nuovi Amici (vedi sopra).
  • Ho smesso di combattere le battaglie degli altri e ora mi concentro sulle mie.
  • Ho (quasi) fatto pace con il mio corpo.
  • Ho scoperto che fotografare mi piace tantissimo.

Devo dire che i lati negativi li ho scritti in un attimo mentre per quelli positivi ho dovuto farci una pensata. Male! Male! Per il prossimo decennio devo invertire queste tendenza e come dice il caro Hugh in Notting Hill: Da ora in avanti intendo essere spudoratamente felice.”  O almeno ci proverò…anzi proviamoci tutti!

BUON ANNO A TUTTI!

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