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Ferie

E’ il mio primo giorno di ferie e:

  • Sono stata svegliata dalla suoneria altissima di una chiamata sul cell di mio marito che mi ha fatto perdere 10 anni di vita.
  • Sono stata al telefono rispettivamente: 18 minuti con l’assistenza TRE (mi astengo dal commentare, per ora), 3 minuti con l’assistenza Mediaword (assolutamente inutile) e 7 minuti con quella della Apple (molto carini e cordiali).
  • Ho dovuto mandare un FAX per chiedere assistenza. Nel 2010 un fax. Non una mail…ci mancava solo che mi chiedessero una raccomandata.
  • Ovviamente sono incaxxata come una biscia

Uh, quasi dimenticavo che devo andare a fare la spesa e pulire casa.

Ferie che?

Attesa

Lo so, lo so, è sabato mattina, non sono nemmeno le 9 e son già sveglia e attiva. Si, scusate, probabilmente è colpa mia se piove.

Comunque, questa mattina mi sono alzata presto per venire a lavorare, abbiamo del super lavoro da fare e  a quanto pare non è sufficiente lavorare tutti i giorni fino alle 20. Mentre mi avvicinavo alla mia auto ho incrociato nel vialetto un cagnolino color caffèlatte, piccolo e dal muso simpatico. L’ho salutato e lui si è avvicinato per una carezza. Dopodichè ha continuato a zampettare allegramente fin sotto il balcone dei miei vicini che hanno una cagnolina. Si è seduto e ha continuato a guardare il balcone. Improvvisamente la porta d’ingresso si è aperta e lui si è alzato e ha iniziato a scondinzolare. Falso allarme, non era la sua amica. E’ tornato a sedersi e a fissare il balcone in paziente attesa.

Ecco, io sono salita in auto di un umore decisamente migliore.

Buon week a tutti.

Tetris

Di solito sono brava a giocare a tetris con gli impegni e i progetti del fine settimana…ecco, di solito. Ma qui come faccio?

Allora, tenete presente che ho tempo da venerdì pomeriggio alle 14:30 in poi, che il teatro è solo sabato sera e che il brico è chiuso alla domenica…

  • Ikea: ho finito i tovaglioli, le candele, devo prendere uno sgabello per il bonsai, una wok, uno sportellino per la Expedit, guardare per i lampadario della camera (forse questo) e per il nuovo mobile del bagno e sicuramente ci saranno altre cosine super carinissime da portare a casa (questa per esempio!) Tempo stimato: 3/4 ore escluso il viaggio a Parma.
  • Casa: come potete notare dalla foto qui in basso (che mostra il mio nuovo taglio di capelli!), le pareti della cameretta sono verdi. Bhè, devono diventare bianche lucide. Quindi devo prendere il bianco normale e poi dare una passata di bianco lucido. Però prima devo andare a comprare la vernice… Tempo stimato per l’acquisto: 2 ore (comprensive di viaggio andata e ritorno a casa).
  • Teatro: sabato sera il Centro Teatrale MaMiMò mette in scena uno spettacolo a Fabbrico. Non posso non andarci!
  • Sport: domenica sera dalle 18, in netcasting la partita di Ancy.
  • Impegni  mondani: accompagnare l’assessore (aka B-Chan) alla 65° commemorazione della battaglia di Fabbrico che comprende dalle ore 9:00 alle ore 14:30 circa di sabato: messa, visita al monumento ai caduti, discorso del presidente di “Libera” e pranzo.

Idee??????

Gocce

Ripartire è più difficile del previsto.

Di testa va decisamente meglio. I primi giorni avevo notevoli difficoltà a guardare le foto di bimbi e ad entrare nella cameretta, subivo incubi ricorrenti sempre uguali anche più volte a notte (Ovvero dove hanno “messo” il piccoletto?), incubi così vividi che mi sembravano veri e al mattino mi svegliavo stanchissima.  Ero piagnucolosa e arbuffa. Ma come potete notare, ho scritto utilizzando i verbi al tempo passato. 

Ripartire è più difficile del previsto ma io ci provo.  E’ il mio corpo che non mi segue.

Sto prendendo delle medicine che aiutano a ridimensionare e pulire ma hanno ennemila effetti collaterali che mi sto beccando uno dopo l’altro.  La prima dose mi ha mandato in catalessi, sembravo drogata o almeno, non avendo mai fatto uso di alcun tipo di droga, suppongo che un drogato sembri così. Dalla seconda dose crampi e dolori. Poi, in aggiunta,  l’indolenzimento generale e la difficoltà a valutare le distanze.  Si sono aggiunti recentemente il mal di testa, il male alle ossa e il rallentamento dei riflessi. Capite anche voi che così non si può fare nulla.  Anzi, sono un peso.

Ma domenica sera prenderò le ultime 10 gocce e da lunedì si ricomincia davvero.

La giustizia divina

Ogni tanto qualche granello di giustizia divina cade anche da queste parti. Ogni tanto quando in tanti esprimono lo stesso desiderio per svariati anni, questo viene esaudito. Ecco da lunedì il nostro ufficio sarà un luogo più  profumato e silenzioso. Alcuni colleghi saranno più sereni sapendo di non dover controllare quante pratiche da fare rimangono su un tavolo e preoccuparsi di dove finiranno il giorno dopo. Non avranno più il problema “non c’è scritto, quindi non lo faccio” ma basterà chiedere al vicino di banco per avere un aiuto. Altri colleghi non dovranno tapparsi un orecchio perché non sentono l’interlocutore telefonico e non dovranno lanciare sguardi assassini quando nel caos più totale qualcuno racconta vita e morte miracoli di un tizio a caso o passa il tempo on the net. Certo, errori e disattenzioni già effettuati si protrarranno nella gestione delle pratiche per mesi e mesi ma utopisticamente da lunedì questo ufficio sarà un luogo migliore.

Mi chiedo quanto durerà..

Ancora qui?

Nella mia scala di cose orribili che possono succedermi, il prelievo del sangue è quasi in cima. Oggi ho dovuto fare delle analisi e mi hanno preso 7, e dico 7, e ribadisco 7, provette di sangue. Io dopo la prima sto già male.
Armata di accompagnatore e bustine di zucchero, sono arrivata al punto prelievi intorno alle 8. Di solito bisogna arrivare entro le 7 per riuscire a fare tutto entro un’ora ma, tenendo presente che l’attesa m’innervosisce molto e ha un effetto terribile sul mio sangue che mi costringe a passare lunghissimi minuti di tortura in più,  ho pensato che per una volta che posso usufruire della fila veloce non vedo perché non dovrei farlo. Quindi 4 persone davanti, 15 minuti di attesa e ho la mia sbrodolata di carte, vado a pagare nello sportello cassa, dove l’impiegata è euforica solo perché ho pagato il ticket con l’importo esatto (mah…), e mi dirigo verso la stanza con le precedenze dove prendo il mio bel numerino (00) e aspetto. Stanno servendo il 96.

Entro e il dottore mi riconosce. “Ancora qui?” – “Eh si..sono soggetta a svenimenti..” – “Mi ricordo, aspetti..” e traffica con la sedia da prelievi che diventa un lettino. Parla del tempo per distrarmi, io sono già girata dall’altra parte, chiusa nel mio universo personale e canticchio. Porca Paletta, questa volta mi fa un male cane ma continuo a canticchiare. Più o meno alla provetta numero 3 il mondo comincia a sbrilluccicare di brutto, mi sforzo di restare “online” ma faccio fatica. “Come va?” – “..’nsomma…sbrilluccica..” – “Abbiamo quasi finito.”. Quando finisce io sono ancora sveglia, mi chiede di tenere stretto il cotone ma non riesco a metterci la mano sopra, la stanza si sta facendo un giro di valzer vorticoso. Mi aiuta e rimango ferma lì. Dopo poco capisco che è il momento e riesco ad aprire la bustina di zucchero e a metterlo sotto la lingua, sempre ad occhi rigorosamente chiusi. Enne minuti più tardi la stanza si ferma e posso guardare il soffitto. Poi passo alla posizione 2 (seduta con le gambe ancora su) e alla 3 (seduta con gambe giù). Il tutto con estrema calma. Muovo il collo che fa un paio di sonori “crick” e “crack” (la tensione…). Il dottore è sempre carino e mi offre una caramella, forse sono più verde del solito. E’ fatta recupero le mie carte e la borsa e mi alzo con cautela. Il dottore mi sorride e mi dice “Alla prossima….fra circa 8 settimane”. Io lo guardo con gli occhi a palla e sussurro “Così presto??”. Lui si fa una risata e io esco tra gli sguardi indiavolati del numero 1, 2, 3, 4, 5 ,6 ,7 ,8 ,9  e 10.

Neve

Essendo bloccata sotto un caldo piumone, non mi sono resa conto del freddo pinguino di questi ultimi giorni. Non nutro particolare simpatia per il freddo. Io sono l’esserino più freddoloso del mondo. Sarà per la pressione bassa o per la mia temperatura “base” che non arriva nemmeno a  36° ma generalmente dove vedete una persona in maniche corte, io avrò quelle lunghe e probabilmente una pashmina al collo che all’occorrenza diventa una stola avvolgi-Ly.

Oggi nevica e nonostante non stia bene e sia dopata da paura, sono doppiamente contenta di essere a casa. Sono al caldo e non sto diventando scema nel farmi i tanti km che distano da casa all’ufficio.

Insomma, non va bene ma neanche male …

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And the winner is: The nervo sciatico!

Il dottore è passato. Era da due anni che non andavo in malattia. L’ultima volta ho avuto un febbrone a 39.5° e parlavo con un mio capello. Son cose. In pratica ho passato 3\4 giorni dove non capivo nulla.

Oggi sono a casa perchè, non so come, non so quando, il mio nervo sciatico sinistro si è infiammato di brutto. Sto scrivendo da semi straiata perchè seduta non riesco a stare e coricata nemmeno. Messa in questa posizione non sto malissimo, finchè sto ferma. Se muovo anche solo l’alluce della gamba sinistra è un susseguirsi di “Porca Paletta!”, “Ah”, “Ma porc..”, ecc ecc.

Fatto sta che il mio cervello è super attivo e il mio corpo no. Credo di averlo strapazzato un po’ troppo in questi ulitmi 15 giorni e che si stia vendicando.

B-Chan mi ha attrezzato la camera con il suo portatile, telefono di casa, cellulare, una bottiglia di acqua, gli antidolorifici, biscotti, cuscini, fazzoletti, scaldotto..in teoria non mi manca nulla. In pratica mi annoio. Il mattone di “Queste oscure materie” mi guarda di sbieco dal comodino. Faccio un sacco fatica a leggerlo…però adesso il tempo non mi manca…

Metti una mattina in bagno…

E’ mattina presto a casa della Ly e B-Chan.
Come tutte la mattine, la Ly è in bagno alle prese con vestizione\trucco\parrucco.

Ly: Ma porca paletta sembro un barboncino!! – riferendosi ai capelli – Piastra! Piastra! Caxxo, è tardi!
B-Chan: Uh, il “Barboncino colpisce ancora”!
Ly: …
B-Chan: Oh, “Il ritorno del barboncino”!
Ly: B-Chan…
B-Chan: Che la piastra sia con te!!!!
Ly: Ma tu non devi andare a lavorare???

Credo che sia andato in overdose dalla triologia originale di Star Wars. Forse non dovevo regalargli il Millenium Falcon dei lego….

Papere e paperi

Sono quasi le 8, con la mia super macchina passo davanti al polo scolastico di Correggio. Come ogni mattina sono in coda e mi fermo a guardare, rassegnata,  la causa di tutto quel caos.  Auto parcheggiate sul bordo strada,  genitori e bimbi che attraversano ovunque.  Praticamente un percorso ad ostacoli.

Mentre la radio passava una vecchia canzone di Byan Adams, ho osservato una mamma con la sua bimba. La bimba avrà avuto 6 o 7 anni al massimo, uno zaino quasi più grande di lei e portava in braccio un pupazzo a forma di papera.  Arrivano all’ingresso.  La bimba schiocca un bacio al pupazzo e con estrema cura lo consegna alla mamma, poi corre incontro agli amichetti.  La mamma ritorna all’auto con il muso della papera che spunta nella grande borsa griffata e un sorriso compiaciuto.  Sembra pensare “Che brava la mia bimba, com’è dolce!”.  Non posso fare a meno di sorridere anch’io.

Buona giornata.

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