Ho deciso che per un po’ mi farò trasportare dalla corrente e quel che sarà, sarà. Insomma, ho passato gli ultimi due anni a pianificare tutto e un po’ questo ‘tutto’ è andato amichevolmente alle ortiche. Quindi perché devo fare tutta questa fatica per nulla? Ecco, io non ho trovato buoni motivi perciò farò le cose che mi sento quando mi sento e poi non potrò più farle…smetterò. Magari voi non ci state capendo nulla ma vi assicuro che è tutto chiaro e cristallino..almeno per me.
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Fa troppo caldo. I miei pensieri si sciolgono ancor prima di arrivare alle dita sulla tastiera. Un po’ come gli orologi molli di Dalì. Quando sono così informi non possono più essere usati e restano appiccicati. Uff.
Di solito sono brava a giocare a tetris con gli impegni e i progetti del fine settimana…ecco, di solito. Ma qui come faccio?
Allora, tenete presente che ho tempo da venerdì pomeriggio alle 14:30 in poi, che il teatro è solo sabato sera e che il brico è chiuso alla domenica…
- Ikea: ho finito i tovaglioli, le candele, devo prendere uno sgabello per il bonsai, una wok, uno sportellino per la Expedit, guardare per i lampadario della camera (forse questo) e per il nuovo mobile del bagno e sicuramente ci saranno altre cosine super carinissime da portare a casa (questa per esempio!) Tempo stimato: 3/4 ore escluso il viaggio a Parma.
- Casa: come potete notare dalla foto qui in basso (che mostra il mio nuovo taglio di capelli!), le pareti della cameretta sono verdi. Bhè, devono diventare bianche lucide. Quindi devo prendere il bianco normale e poi dare una passata di bianco lucido. Però prima devo andare a comprare la vernice… Tempo stimato per l’acquisto: 2 ore (comprensive di viaggio andata e ritorno a casa).
- Teatro: sabato sera il Centro Teatrale MaMiMò mette in scena uno spettacolo a Fabbrico. Non posso non andarci!
- Sport: domenica sera dalle 18, in netcasting la partita di Ancy.
- Impegni mondani: accompagnare l’assessore (aka B-Chan) alla 65° commemorazione della battaglia di Fabbrico che comprende dalle ore 9:00 alle ore 14:30 circa di sabato: messa, visita al monumento ai caduti, discorso del presidente di “Libera” e pranzo.
Idee??????

Avete sicuramente intuito che questa settimana rappresenta per me una sorta di “rinascita”. Ci sono tante piccole cose che avevo smesso e che sto lentamente riprendendo. Tipo laccarmi le unghie, truccarmi con il mio classico smoky eyes verde, rimettere i miei bra variopinti che prima non mi stavano più a causa degli ormoni, tornare a fare teatro…
Ma la cosa che più aspettavo con impazienza era tornare alla guida della mia bimba rossa. Io amo guidare e ora che finalmente non prendo più i medicinali che compromettevano la mia capacità di guidare (e non solo quella), trovarmi di nuovo nel sedile del guidatore è stato bellissimo.
Ho messo il mio cd “wake up” pieno di canzoni pimpanti e saltellanti e mi sono avviata verso l’ufficio. Mai questi 35 km casa-lavoro mi sono sembrati così belli e sensati.
Aggiornamento: nonostante cerchi di mettercela tutta, davanti al pancione della mia collega che partorirà a giugno non sono riuscita a far finta di niente. Ho dovuto abbassare lo sguardo…
Dove posso ritirare il buono per il recupero del “tempo perso nella vita” ? Perchè anche un rimborso del solo 20% farebbe comodo…
Ho voglia di dare una svolta alla mia vita. Solo che non ho ben chiara la direzione che voglio prendere. Cerco di spiegarmi. Partiamo dal presupposto che sono veramente poche le donne che hanno il culo, pardon, la fortuna di gestire felicemente il binomio lavoro-famiglia.
Guardando cos’è successo alle mie colleghe in azienda, quando sei in attesa è un delirio e quando torni dalla maternità non sanno cosa fare di te e della tua professionalità. In poche parole riparti dal reparto “archivio e fotocopie”. Conoscendomi, non credo che sopporterei questa situazione nemmeno per una mezza giornata… Spesso penso che in questo posto non ci sia la possibilità di salire più su del mio attuale gradino… non che abbia un gradino ora, mi sento più su una zattera al largo…ed è già da un po’ che penso di cambiare. Cambiare, ammesso di trovare un posto, vuol dire scegliere di non fare un figlio per almeno un paio di anni perchè non credo sia un buon biglietto da visita farsi assumere per poi andare in maternità subito dopo. No?
Se rimango qui, so per certo che dovrò gestire una situazione difficile e abbandonare ogni velleità carrieristica. Ma, in un eventuale part time, potrei gestire la parte casa e dedicarmi nei ritagli di tempo alle cose che mi piacciono.
Se non rimango qui, potrei pensare a reinventarmi in un lavoro che mi piace veramente (piccolo sospiro) ma dovrei pensare di non farmi venire strane voglie per almeno un paio di anni e caspita, di anni ne ho 29 e non è che una può fare un figlio a 40 anni! Oddio, se vuole potrebbe, ma io non sono quel tipo di donna.
Al momento il mio palliativo è andare a giocare al superenalotto…
E’ incredibile come tra un “Antonius”, un “Roxio” (o Rexio, Rixio, Raxio o come piffero si chiama) e un pacchetto di pennelli nuovi alcuni pensieri siano usciti dalla nebulosa di punti interrogativi in cui erano invischiati e ora splendano alla luce. E la cosa scema è che mi chiedo come mai ci ho messo tanto tempo quando è tutto così semplice.
Mah…
Ci sono dei piccoli egoistici momenti in cui vorrei preoccuparmi solo per me e per la mia felicità senza dover pensare a 360° cosa comporti una mia scelta o una mio “si” o un ”no”.
Per fortuna passano alla svelta.
Ok, non sono una persona facile. Chi lo è? Sono inizialmente timida, tremendamente impulsiva e testarda da far invidia ad un ariete. Ma ritengo di avere diversi pregi, se qualcuno si prende la briga di fermarsi un attimo a conoscermi. Tra le varie qualità che possiedo, sono una che diffida dai sentito dire e dalle apparenze. E, grazie al cielo, mi hanno fornito anche un cervello reattivo (non radioattivo eh?)!! Quindi oggi, quando mi hanno detto che non potrò fare una grande carriera se continuo a vestirmi così, mi sono girata un sacco.
Primo, ho mai detto che voglio fare carriera? Voglio diventare come certi miei colleghi\colleghe che hanno una famiglia che vedono si è no alla notte e forse nel week-end? Una che guarda dall’alto al basso tutti quanti e se ne sbatte delle persone (persone <> da sottoposti)? Una che si vanta in continuazione di quanto è costosa la roba che indossa e che sottolinea sempre e comunque in ogni circostanza la sua posizione. MA ANCHE NO!
Secondo, cosa ha che non va il mio modo di vestire? Non ho un completo da matrimonio ma non sono nemmeno in pigiama. Sono sempre venuta in ufficio pulita (cosa che per altri è un optional), truccata, curata.
A volte ho un dettaglio stravagante, vedi la cravattina di oggi, ma non ho mai messo in imbarazzo nessuno. Ma soprattutto, e ricordiamolo per cortesia, credo che mi abbiano assunta e mi tengano qui perché il risultato del mio lavoro è buono. Perché non sono aria fritta come si dice da noi. Perché anche se sono un esserino strano non mi tiro indietro e cerco di dare il 120% sempre e comunque, persino se sono dopata!
Uffa, invece che calmarmi questo post mi ha fatto incaxxare ancora di più…ma passa eh?
PS: gioiosamente vi annuncio che sabato il mio cuginetto acquisito (cugino di mio marito) si è finalmente sposato con la dolcissima Lucia! Qualche foto sul Flick (niente collegamento perché via mail\cell non è proprio pratico).
….è che non posso sempre andare di corsa, porca paletta! Da domani si cambia.
Incrociate le dita….




