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Metti un pomeriggio…

….in cui un’umana ha mille cose da fare. Quello dove ogni secondo sembra preziosissimo. Metti una Lysa che come al solito fa tre cose alla volta. Falla camminare velocemente dallo studio alla sala con in mano iPad, telefono di casa, cellulare e due boccette di smalto. Raggiunta una certa velocità, falla inciampare contro la poltrona per poi vederla cadere rovinosamente verso il divano, infine goditi il risultato:

Aggeggi elettronici danneggiati: 0
Smalti rovesciati: 0
Dita del piede destro contuse: 2
Urla di dolore e accidenti vari: molteplici
Ore passate al pronto soccorso: 1 e mezza
Dita rotte: 0
Ore di ghiaccio: 3
Ore di impacco all’argilla per sfiammare la botta: 1
Antidolorifici: 0

Ah, potevi impegnarti di più….

E tu donna…

Attenzione: questo post è rivolto principalmente ad un pubblico femminile. Ma se sei un ometto, vivi con una donzella e/o hai una fidanzata. Bhè, non ti farà male leggere.

E Dio disse: “Tu donna! Pagherai con il sangue! …ma in comode rate mensili!”
Quante di voi sentendo questa battuta sul peccato originale hanno pensato “Ma vaff…!”? Tante credo. Le mestruazioni, ciclo, giorni della luna o come volete chiamarlo è una avvenimento che tocca molto da vicino noi tutte. Dura anni ed oltre ad uno sconvolgimento ormonale degno di uno tsunami ed a dolori più o meno forti (vi scrivo con due Antalgil in corpo…) porta con se il problema assorbenti. Non so voi, ma fin dal mio primo ciclo non mi sono stati simpatici. Alti, scomodi, non stavano mai fermi e dovevo stare attenta a cosa mi mettevo e come mi muovevo. Con gli anni gli assorbenti sono migliorati, sono più sottili, hanno le ali, sono profumati, hanno le barriere anti fuoriuscita e altro ancora. In ogni caso sono scomodi. Specialmente d’estate che fa molto caldo e i tessuti sono più leggeri. Non solo. Pensate a tutte le volte che ci siamo chieste ” si vede?” o “mi sono sporcata?”. Al rifornimento in borsa o in ufficio e alle corse delle offerte dei supermercati. E sto citando solo i problemi pratici\ estetici e non quelli alla sfera salute. Insomma utili ma scomodi. Personalmente il mio flusso è versione esondazione del Nilo sempre per stare sullo storico/mitologico. Un assorbente da notte ogni due ore e mezzo circa. Praticamente passavo una settimana in bagno. Passavo, esatto.

Gironzolando per la rete, ho trovato una room su Friendfeed sull’argomento e mi sono letta i vari thread. Un universo di assorbenti lavabili e coppette si è aperto davanti a me. L’assorbente lavabile lo trovo poco pratico specialmente per una come me che è fuori casa 12 ore al giorno e mi sono dedicata alle info sulle coppette. Alla fine ho acquistato online una mooncup. Ecco, non fate le schifitose! Per me conoscere e sapere come funziona il proprio corpo è fondamentale. Mi ricordo ancora la bimba isterica di 10 anni in colonia che non si voleva tagliare le unghie da sola perché che schifo. O le urla della ragazza dal ginecologo per la prescrizione di ovuli antibiotici (ed ero in sala d’attesa!). Se ognuno di noi avesse più confidenza con il proprio corpo e fosse a conoscenza di come funziona, secondo me si risparmierebbero diverse brutte situazioni. Ma sto divagando. Dicevo, la Mooncup non è altro che una coppetta in silicone morbido, disponibile in diverse misure, per raccogliere il flusso internamente. La metti, la svuoti, la risciacqui, se possibile, e la rimetti. È più difficile scriverlo che farlo. Quando la metti, utilizzi il metodo indicato nelle istruzioni che preferisci, sai che è inserita bene perché fa il suono del “vuoto”. Sai che funziona perché man mano che si riempie escono delle minuscole bollicine di aria (niente rumore, solo la sensazione), sai che è piena perché ne avverti il peso. Per cambiarla basta schiacciare la base, il “vuoto” viene meno e la coppetta scende. Si svuota nel wc, si sciacqua, sempre se possibile, e si inserisce nuovamente. Vi assicuro che anche senza risciacquo è fattibile. No, niente spargimento di sangue! Il flusso esce dalla cervice dentro la coppetta e nel tempo del cambio non si sporca la cavità vaginale. Fortunatamente, in Italia, il bidet esiste in quasi tutti gli uffici ed è veramente semplice l’operazione. Inoltre, la coppetta non impedisce il normale svolgimento delle altre funzioni come ad esempio fare la pipì.

I vantaggi sono tanti. Niente roba strana tra le gambe se non un salvaslip, nessun odore, niente sensazione di bagnato, niente allergie o arrossamenti. Niente scorte in borsa o in ufficio. Posso mettermi quello che voglio, posso fare quello che voglio, anche andare in piscina. Posso dormire tranquilla senza paura che l’assorbente si sposti. Non devo portarmi in giro per casa l’asciugamano per paura di sporcare il divano, la sedia o il letto. Rispetto agli assorbenti interni, non c’è sfregamento perché il silicone scivola e non assorbe il flusso ma lo raccoglie (avete presente la sensazione di aridità dopo il cambio di un tampone?). NON inquino, perché rispetto agli assorbenti usa e getta, non produco pattume. RISPARMIO perché per una coppetta ho speso 36,50 euro (marca “Mooncup” ma ne esistono anche altre) con le spese di spedizione e dura 10 anni e tenete presente che questo è il costo in Italia mentre all’estero il costo è minore!  Insomma, se non fosse per i dolori e i crampi neanche me ne accorgerei.
Ovviamente ha dei contro. Ad esempio, non credo sia adatta alle ragazzine fin dal primo ciclo specialmente perché negli ultimi anni l’età si è abbassata. È anche vero che ad oggi una ragazzina di 14 anni è avanti anni luce rispetto ad una me stessa adolescente e ha fatto esperienze che io nemmeno a venti ma a 10/11 anni è davvero troppo presto.
Non l’ho scritto precedentemente ma è ovvio che una normale pratica igenica come lavarsi le mani prima e dopo è assolutamente necessaria. A volte do per scontato alcuni comportamenti base…

A mio parere ci sono due grandi punti che non permettono di ampliare l’uso delle coppette. È difficile trovare le coppette dal vivo, io stessa le ho cercate nelle farmacie della zona e ho dovuto comprarla online. Non tutte sono nell’ottica di comprare un oggetto dopo averlo visto in una foto su un sito se prima non l’hanno visto dal vero. Ancor di più per prodotti di questo tipo.
Il secondo, ed è il punto più difficile, è la mentalità. L’idea che un procedimento così sia “sporco”, “peccaminoso”, “schifoso”. Io vi suggerisco di provare perché è davvero un altro mondo. Ribadisco, se non fosse per i dolori allucinanti quasi non me ne accorgerei.

Ah, e a proposito. Con il mio ciclo da “esondazione” cambio la coppetta solo TRE volte al giorno per i primi 3 giorni e poi solo due volte.

Alcuni link utili:

Coppette su Google
Video sulle coppette
Sito da dove ho acquistato la Mooncup

Muori bastardo.

Ieri stavo andando al lavoro quando mi sono imbattuta in quattro pelosissimi cuccioli di cane barbaramente abbandonati a bordo strada in uno scatolone. Andavano a zig zag vi addentrandosi pericolosamente verso il centro strada. Ho immediatamente frenato e rallentato cercano di non spaventarli e ho sfanalato a tutte le auto che arrivavano dall’altro senso.

Questa mattina sono ripassata per la stessa strada e ho visto uno dei quattro cuccioli morto. Auguro un bell’accidente al bastardo che li ha abbandonati. Perchè solo una minima parte dei cuccioli che vengono abbandonati hanno la fortuna del cane che Kika sta ospitando dopo che un delinquente lo ha mollato nel suo giardino. Lei si è preoccupata, lo sta accudendo e curando in attesa di trovargli una sistemazione.

Voglio dire…preoccuparsi prima di far sterilizzare la cagna? Cercare durante la gestazione qualcuno che poteva occuparsene? Portarli al canile che capisco che non è la soluzione migliore ma abbandonarli per la strada in una scatola? Tanto valeva ammazzarli subito…

Estate

Fa troppo caldo. I miei pensieri si sciolgono ancor prima di arrivare alle dita sulla tastiera. Un po’ come gli orologi molli di Dalì. Quando sono così informi non possono più essere usati e restano appiccicati. Uff.

Degli anonimi in rete

L’altra sera ero comodamente accoccolata sul divano a guardami un filmetto poco impegnativo, uno di quelli dove se hai anche il cervello a mezzo servizio non ci sono grossi problemi, quando mi sono tornate in mente alcune domande fatte da poco amichevoli anonimi su Formspring.

Se qualcuno avesse sbirciato tra le tende fresche di bucato della sala, avrebbe visto una Ly con un sorriso sulle labbra ma con la fronte corucciata. Non è per le domande in se o per le fantasiose supposizioni che questi tizi fanno, la cosa che mi da fastidio è il nascondersi dietro ad un profilo anonimo.

Nella vita di tutti giorni, stavo per scrivere reale ma avrei fatto un grosso errore, ogni persona si prende le responsabilità di quello che fa, che non fa, che dice, che pensa. Perché sul web dovrebbe essere diverso? Dietro ai nickname, ai blog, ai tweet c’è comunque la stessa persona che al mattino si alza, magari lavora o studia, che ha amicizie, famiglia e non so che altro.

E’ una parte del magico mondo di internet che ancora faccio fatica a comprendere. Quanto a me personalmente, non credo esista una sola domanda, un commento, un post in giro per la rete dove il mio nick (nuovo o vecchio) non sia chiaramente indicato, spesso c’è pure la mia foto e sempre i riferimenti dove contattarmi. Diversamente da qualche sciocco perditempo sullo psicopatico andante, non mi tiro indietro dalle responsabilità delle mie parole o azioni e sono quasi sempre disposta al dialogo. A meno che non stiate parlando male di una certa persona che mi sta molto a cuore e allora ahi voi.

12 Giugno 2010

Il 12/06 è l’anniversario di matrimonio mio e di B-Chan e alle 17 di sabato la mia collega Barbara si è sposata. Mi ha fatto un effetto pazzesco partecipare ad una cerimonia proprio quel giorno. Non poteva essere uno sposalizio più diverso, loro in una piccola deliziosa chiesa con il coro delle suore di clausura e noi nella sala consiliare del comune di Fabbrico, la stessa dove ora Fabry lavora come assessore. Eppure mi sono emozionata tantissimo! Pensare che sei anni fa (6!!) ero una contentissima sposina nel suo vestito dorato e con le puma ai piedi e ora sono una pimpante mogliettina presa da mille cose ma con ancora le farfalle nello stomaco quando abbraccio il mio uomo. Lo so, sto scrivendo un po’ a casaccio, ma sono davvero tanti i pensieri che mi passano per la testa in questo momento.  Questi primi sei mesi del 2010 sono stati più difficili di tutti questi sei anni messi assieme. Mentre mi gusto una granita coca e limone alla mia scrivania mi chiedo come abbiamo fatto ad uscirne quasi indenni…in ogni caso, come dice il bigliettino trovato nel mio biscotto della fortuna “Concentrati sulle cose essenziali”. E sia.

Caro Dio

Caro Dio,
un incipit un po’ banale se vuoi ma cominciare con “Dio,” mi sembrava un po’ freddo.
Non ho idea perché tu ti stai accanendo contro il mio piccolo universo ma sono certa che non me lo merito.
Se cerchi della gente da tormentare, ho un elenco lunghissimo di soggetti che meriterebbero la cosiddetta ira divina. Un esempio? Pedofili, assassini, terroristi, mafiosi, truffatori, alcuni politici molto poco simpatici… Se poi preferisci le persone “comuni” ho anche qui un bell’elenco di conoscenti che potresti tediare un po’, che male gli farebbe ma un po’ se lo meritano.

Quindi, perché io? C’è un motivo per cui ti sto particolarmente antipatica? Mi spiego meglio. Non ho mai recato danno con lo scopo di farlo. Non bestemmio.  Rispetto tutti i comandamenti o almeno tutti quelli che mi ricordo. Si, ogni tanto qualche piccola bugia ma come dice B-Chan, mento talmente male che non conta. “Onoro” mia mamma e poco mio padre ma dato quello che è successo è più che sufficiente. E’ vero che non vado a messa da secoli se non per funzioni precise quali matrimoni, funerali & Co ma questo è anche un po’ colpa tua. E’ si! Perché i sacerdoti sono i ministri della tua chiesa e quindi se qualcuno non si comporta bene o è totalmente inadatto a svolgere un lavoro di comunità c’è il tuo zampino. Non ho intenzioni guerrafondaie, sono sincera. Io non sono qui a dirti che sono una santa e quindi anche tu devi prenderti le tue responsabilità.

Assodato che non sono l’essere umano peggiore dell’universo e ovviamente nemmeno il migliore, ripeto, perchè io? Provi una segreta soddisfazione nel vedermi distrutta? Piangente?Sofferente?
C’è un qualche sensato motivo per cui ti stai accanendo a peggiorare la mia esistenza?  Perché se ci fosse un motivo, vorrei tanto conoscerlo.  Forse pensi che tutte queste “prove” che mi obblighi ad affrontare mi rendano più forte e saggia? UEEEEE Risposta sbagliata! Sto implodendo.

Quindi, potresti darti una regolata? Possiamo civilmente decidere che in questi ultimi 10 anni (e dire che ne devo ancor compiere 30) ne ho avute a sufficienza? Possiamo , in particolare, affermare che per questo fottuto 2010 ne ho avute abbastanza? Che domani non vincerò ne al superenalotto ne al win for life ma che mi aspettano mesi relativamente tranquilli? Nessun decesso, nessuna malattia, nessun colpo di scena che manda a puttane tutto?  Che ne dici?

Un’ultima cosa,  prima che ti passi per l’anticamera del cervello, questo non vuol dire che sei  autorizzato a far ricadere ogni disgrazia possibile ed immaginabile nei prossimi anni perché vuoi  smaltire l’arretrato. Lo preciso perché,  cosa ne so io se tu non sei quel tipo di Dio?

Bene, e con questo ti saluto. Vado a godermi la pausa pranzo visto che oggi hai deciso di regalarci una giornata tiepida e soleggiata.

Ciao.

Racconto d’inverno, – 10.

Post sconclusionato sul teatro.

Ormai manca poco. Tra 10 giorni saremo in scena. E’ il momento di dare il massimo nelle prove per sistemare quello che non va. Purtroppo di cose che non vanno ancora bene ce ne sono parecchie.  Me lo sentivo già, ma sabato ho avuto la conferma.

Non tutti possono prendere seriamente tutto ciò che fanno ma non posso fare a meno di arrabbiarmi. Anche se recitare non è il mio lavoro ma, purtroppo, “solo” uno dei miei hobby non per questo mi risparmio. Ho fatto una fatica enorme a capire Ermione. Ho letto e riletto ogni sua battuta anche in lingua originale. Mi sono scervellata per giorni su come farla muovere, parlare, arrabbiare. I sentimenti che prova nei confronti di Leonte, come tratta Mamilio, ho cercato di valutare ogni piccola cosa per renderla più vera possibile. Il lavoro non è ancora finito, sento che mi manca ancora qualcosa ma ci sto arrivando.  M’imbestialisco quando sento delle persone che recitano con me che si lamentano perché hanno poche battute, perché abbiamo una sessione di prove straordinarie di venerdì sera e altre puttanate del genere. TUTTO è importante. Dalla parte con 3 battute a quella con 300! Ci vuole un nanosecondo a portare uno spettacolo da un livello discreto a uno schifo e questo non entra in testa  tutti. E mi fa arrabbiare pensare che tanto lavoro, tanta fatica vada distrutta.

Lo so che creare il “Personaggio” non è una cosa semplice ma almeno provarci! Io mi sto letteralmente violentando per diventare Ermione. Non faccio che pensare che anch’io dovrei essere incinta come lei e non lo sono e mi deconcentro.  Se io posso annullare le ondate di ricordi e dolore che cercano di affogarmi perché ad altri è così difficile? E’ troppo chiedere un po’ d’impegno?  Non faccio che sentire che il regista non dice come muoversi, come parlare, come fare…siamo forse burattini? Il teatro è anche ricerca! Non è entrare, mettersi in posizione, dire la battuta e uscire. Non è essere contenti perchè  ho fatto il mio e chissenefrega se l’altro ha sbagliato.

Solo 10 giorni…spero che il caro buon vecchio terrore da palcoscenico faccia il suo e dia una svegliata agli animi…

Titolo e contenuto

Mettiamo che un gruppo di fotografi dilettanti si sia ritrovato in questi freddi mesi per incontrare persone con la stessa passione. Mettiamo anche che sia stato invitato a scegliere alcune foto a tema per una mostra durante una festa paesana. Mettiamo altresì ce questo gruppo si autofinanzi le spese per le stampe e il materiale necessario ad allestire la mostra. Voi non trovate che codesto simpatico gruppo abbia il diritto di scegliere il titolo della mostra?

Voglio dire, il titolo deve rappresentare a pieno le foto in esposizione, essere accattivante per attirare visitatori. Estremizzando, una persona non attenta potrebbe scegliere un titolo non coerente, equivoco, poco rappresentativo…insomma, se ad una mostra dal titolo “Paesaggi” trovo solo macro di fiori la cosa non torna no?

Ecco, vogliamo spaccare il capello? (perchè sono veramente infumanataaaaa!!!) Se io ti do del MIO materiale per allestire un qualsiasi cosa qualcuno non dovrebbe richiedere il mio esplicito e scritto consenso a pubblicare del mio materiale e ad utilizzarlo? Perchè un domani qualcuno potrebbe dire che il materiale non è mio o io potrei dire che non ti ho mai detto che poteva essere usato…

No, perché se vogliamo proprio spaccare le balle, io sono una vera professionista e ho una discreta propensione a fare la punta agli spilli….

Vi terrò aggiornati…..

Aggiornamento delle ore 19:00: Yep! Titolo cambiato e a quanto pare (ma è da verificare) non ci autofinanziamo ma ci finanziano.

Gocce

Ripartire è più difficile del previsto.

Di testa va decisamente meglio. I primi giorni avevo notevoli difficoltà a guardare le foto di bimbi e ad entrare nella cameretta, subivo incubi ricorrenti sempre uguali anche più volte a notte (Ovvero dove hanno “messo” il piccoletto?), incubi così vividi che mi sembravano veri e al mattino mi svegliavo stanchissima.  Ero piagnucolosa e arbuffa. Ma come potete notare, ho scritto utilizzando i verbi al tempo passato. 

Ripartire è più difficile del previsto ma io ci provo.  E’ il mio corpo che non mi segue.

Sto prendendo delle medicine che aiutano a ridimensionare e pulire ma hanno ennemila effetti collaterali che mi sto beccando uno dopo l’altro.  La prima dose mi ha mandato in catalessi, sembravo drogata o almeno, non avendo mai fatto uso di alcun tipo di droga, suppongo che un drogato sembri così. Dalla seconda dose crampi e dolori. Poi, in aggiunta,  l’indolenzimento generale e la difficoltà a valutare le distanze.  Si sono aggiunti recentemente il mal di testa, il male alle ossa e il rallentamento dei riflessi. Capite anche voi che così non si può fare nulla.  Anzi, sono un peso.

Ma domenica sera prenderò le ultime 10 gocce e da lunedì si ricomincia davvero.

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