Ci sono un sacco di cose strane che possono capitarti mentre passi due giorni in un albergo per diversamente giovani.
Le signore si sentono in dovere di riempirti di consigli non richiesti.
Tutti si sentono autorizzati a farsi i fatti tuoi.
Se non mangi antipasto, primo, secondo e dolce ti becchi le occhiatacce.
Idem se chiedi solo una fettina di arrosto e non tre.
Inoltre:
Se non hai nessuna patologia sei un alieno.
Il novanta per cento dei discorsi iniziano con “quand’ero giovane…”
L’età si misura dall’utilizzo dei termini Single, scapolo e, reggetevi forte, putto.
Il crocefisso è un must delle camere da letto.
La piscina, benché sempre disertata dagli ospiti abituali che se la spassano all’ombra, è profonda al massimo 150 cm
La connessione wi-fi è un lusso da 3 euro all’ora e l’Ipad è una televisione piccola.
Ma soprattuto, è il posto dove nessuno ha sbattuto ciglio quando ho ordinato un bicchiere di latte e menta con ghiaccio. Yes!
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Venerdì mi sono fatta fare il mio terzo tatuaggio. Gli aghi dello strumento che usano per tatuare sono gli unici che non mi danno problemi anzi, il ronzio che fanno è addirittura rilassante. Il mio primo tatuaggio risale al 2002, mio padre se ne era andato da casa e quindi non c’era più nessuno a minacciarmi di sbattermi fuori. Una farfalla, simbolo di libertà, di leggerezza, di grazia, nonché uno degli animali più belli del mondo. La loro vita è estremamente breve ma loro sanno esattamente cosa fare prima di scomparire. In quel periodo avevo un disperato bisogno di sapere cosa fare e mi sembrava di buon auspicio. Il secondo è attualmente il mio preferito. Una Fenice con l’iniziale del nome di mio fratello. La Fenice è forza, è rinascita, è una tipa tosta che non si arrende. Se le cose vanno male, diventa cenere ma poi rinasce. Una tipa che cerco di essere. L’iniziale di Ancy ha un duplice significato, il primo è l’immenso bene che gli voglio, il secondo si riferisce al suo tatuaggio della Fenice che ha sulla spalla. Tatuate insieme due anni fa. E ora passiamo al mio gufetto. I gufi sono animali meravigliosi e mi attraggono molto. Non a caso li colleziono. Quando sono andata a sfogliare i cataloghi nel salottino avevo in testa un altro tipo di disegno. Poi l’ho visto e ci siamo piaciuti subito. Ora svolazza allegramente sulla mia spalla destra con quell’espressione da furbetto. Sta proprio bene.
Uh, dato che sto scrivendo questo post con l’iPad (che adoro già) non riesco a postare una foto ma la metterò presto. :-))
Voi non ci crederete. Quasi quasi non ci credo nemmeno io…Sono comodamente spaparanzata sul letto, con le finestre aperte per far entrare un po’ il fresco e sto scrivendo dal mio iPad!!!!! Siiiii perchè B-Chan, Ancy e la mamy me lo hanno regalato per il mio compleanno! L’unico inconveniente è stato proprio all’inizio dato che per avviarlo serve iTunes che non avevo sul mio pc. Ovviamente non si voleva installare così ho dovuto formattare il pc e reinstallare tutto. Ora va che è una scheggia! Bene, ora non mi resta che andare sullo store e guardare che belle applicazioni ci sono. suggerimenti?
Io e gli aghi non andiamo d’accordo. Ormai si è capito, no? Sabato ho dovuto fare un prelievo di controllo a seguito di quanto successo a febbraio. Innanzi tutto non ho potuto farlo vicino a casa ma sono dovuta andare fino a Reggio, così io e l’assistente (B-Chan) ci siamo dovuti svegliare all’alba per essere in ospedale alle 7:30. Arriviamo un in ritardo di qualche minuto. Nella mia ingenuità pensavo che avendoli prenotati fosse tutto più rapido. Ueeee risposta sbagliata! Il sabato i prelievi si fanno solo per le urgenze e per le prenotazioni e, porca paletta, siamo veramente in tanti. Faccio la fila numero 1, dove una simpatica signora in carne controlla prenotazione, pagamento del ticket (99 € versati online!) e mi da un numerino. 558. La guardia giurata ci fa passare. Cosa ci fa poi una guardia giurata lì…ma non ho tempo d’interrogarmi sul perché e il per come, sono debole, la pressione è ai minimi storici, mi serve una sedia. Ci sediamo nei pochi posti disponibili e aspettiamo che il numerino magico esca in uno dei 3 sportelli aperti. Ovviamente mi tocca una sedia davanti allo sportello riservato e nel giro di 20 minuti vedo più donne incinta di quante ne ho viste negli ultimi 6 mesi. Al piano di sopra devono avere un certo senso dell’ironia e un umorismo un po’ macabro. Altri 10 minuti ed eccoci allo sportello. La simpatica signora con la pettinatura stile re leone tira fuori la mia pratica e controlla. Spunta una per una le strane scritte della mia ginecologa con quelle della prenotazione. Sbuffa, passa una collega a chiedere info, risponde, sbuffa ed esclama “ma qui è tutto sbagliato”. Olè!! Che culo! Deve rifare tutto quanto. Dieci minuti di angoscia in piedi cercando di non svenire, un euro e rotti in più da versare alla cassa dell’ospedale che, ovviamente, si trova all’ingresso e 0,85 € per la spedizione a casa. Finito a questo sportello mi posso spostare alla sala d’attesa. I posti sono perpendicolari all’entrata e mi tocca il posto vista “prelievi”. Passo altri 10 minuti a guardare la gente in attesa. Facce serene, facce sorridenti, facce angosciate, facce tristi….sarà il caso di guardare altrove….pochi minuti dopo è il mio turno. Entro nell’ambulatorio con le mie bustine di zucchero pronte all’uso e tanta fifa, passo le scartoffie all’infermiera e sussurro un “uhm, di solito svengo”. Mi guarda con un’espressione del tipo “poveretta”, che si spiegherà subito dopo, e inizia a preparami le provette. 1,2,3…le mette in un bicchiere…4,5,6,…sbianco ancora di più…7,8,9…e 10 (in un contenitore di spugna blu, non so perchè e non penso di volerlo sapere). Mi fa sdraiare sul lettino e consegna le provette all’infermiera che mi farà il prelievo. Ok, si comincia. Non ho il tempo per farmi le solite raccomandazioni mentali del tipo “ricordati di respirare, non pensarci, non svenire che a B-Chan viene un colpo” che l’infermiera comincia con un terzo grado serrato. Chi sei, dove abiti, il lavoro, tempo libero, posizione sociale….non ho tempo di pensare a nulla se non alle risposte che intorno alla provetta 5 cominciano a faticare ad uscire, il mondo gira e sbrilluccica un po’ troppo ma la signora è insistente. ”Bene, finito! Come va?” – “Uh, sbrilluccica tutto ma ora prendo lo zucchero” – “Resta straiata eh?”. Due bustine e respiri profondi. La stanza pian piano si ferma e posso sedermi. Poi faccio scendere le gambe ma devo appoggiare la schiena. Infine mi siedo sul bordo. Ancora qualche minuto e in piedi. Ok, non svengo. B-Chan mi aspetta fuori con il mio succo di frutta frullata fresco. Mentre lo bevo avidamente mi faccio mettere il cerotto di Batman (tsè sono bellissimi). Voglio uscire, voglio scappare, voglio tornare a casa, voglio salire in auto!! Solo che fuori ci sono 35 gradi e non so se posso farcela. Il caldo mi stordisce ma sono lucida. Un passo, due , tre, quattro, l’auto è vicina. Mi siedo, mi metto la cintura di sicurezza e via.
Ovviamente sono stata uno schifo tutto il resto del giorno ma ormai ci sono abituata.
Oggi sarebbe stato il mio ultimo giorno di lavoro. Oggi sarei dovuta andare in maternità. Passare gli ultimi due mesi riposandomi, facendo acquisti, sistemando la cameretta. Invece sono qui, sdraiata sul letto, con la mia pancia piatta e un tour de force lavorativo all’orizzonte da far paura. Mi ero ripromessa di non pensarci più, ma certi pensieri s’impongo sul cervello come stilettate alla schiena e non posso fare null’altro se non farli passare e dormirci su.
Fa troppo caldo. I miei pensieri si sciolgono ancor prima di arrivare alle dita sulla tastiera. Un po’ come gli orologi molli di Dalì. Quando sono così informi non possono più essere usati e restano appiccicati. Uff.
Ebbene si, ci siamo. Giro di boa anche per me.
Se avessi saputo, mentre spegnevo le candeline del mio 29esimo compleanno, cosa sarebbe accaduto nei 365 giorni successivi, avrei chiesto direttamente di passare a questa giornata.
Quindi l’inizio di questa fantomatica nuova era la cominciamo così, con una gran voglia di felicità, salute e diverse idee in cantiere. Poi, lo sapete che sono un esserino “regaloso” e quindi mi aspetto ti tirare qualche riga sulla mia wish list e soprattutto, tutte e trenta le candeline da spegnere!
Si usa farsi gli auto auguri? Ma chissenefrega augurissimi a me! XD
NB: ovviamente il post è programmato sull’ora esatta…
Chiedo troppo, se nella mia prima settimana di ferie dall’estate scorsa, non voglio ricevere telefonate prima delle ore 10?? Nessun collega che chiama mio marito alle 8:20, nessun operatore telefonico che scassa le balle o dei tizi di un call center che ripetono una noiosissima pappardella? Uffa!
(come potete evincere dal tono del post, questa mattina non mi sono svegliata del solito umore pimpante….ANZI!)
L’altra sera ero comodamente accoccolata sul divano a guardami un filmetto poco impegnativo, uno di quelli dove se hai anche il cervello a mezzo servizio non ci sono grossi problemi, quando mi sono tornate in mente alcune domande fatte da poco amichevoli anonimi su Formspring.
Se qualcuno avesse sbirciato tra le tende fresche di bucato della sala, avrebbe visto una Ly con un sorriso sulle labbra ma con la fronte corucciata. Non è per le domande in se o per le fantasiose supposizioni che questi tizi fanno, la cosa che mi da fastidio è il nascondersi dietro ad un profilo anonimo.
Nella vita di tutti giorni, stavo per scrivere reale ma avrei fatto un grosso errore, ogni persona si prende le responsabilità di quello che fa, che non fa, che dice, che pensa. Perché sul web dovrebbe essere diverso? Dietro ai nickname, ai blog, ai tweet c’è comunque la stessa persona che al mattino si alza, magari lavora o studia, che ha amicizie, famiglia e non so che altro.
E’ una parte del magico mondo di internet che ancora faccio fatica a comprendere. Quanto a me personalmente, non credo esista una sola domanda, un commento, un post in giro per la rete dove il mio nick (nuovo o vecchio) non sia chiaramente indicato, spesso c’è pure la mia foto e sempre i riferimenti dove contattarmi. Diversamente da qualche sciocco perditempo sullo psicopatico andante, non mi tiro indietro dalle responsabilità delle mie parole o azioni e sono quasi sempre disposta al dialogo. A meno che non stiate parlando male di una certa persona che mi sta molto a cuore e allora ahi voi.
Il 12/06 è l’anniversario di matrimonio mio e di B-Chan e alle 17 di sabato la mia collega Barbara si è sposata. Mi ha fatto un effetto pazzesco partecipare ad una cerimonia proprio quel giorno. Non poteva essere uno sposalizio più diverso, loro in una piccola deliziosa chiesa con il coro delle suore di clausura e noi nella sala consiliare del comune di Fabbrico, la stessa dove ora Fabry lavora come assessore. Eppure mi sono emozionata tantissimo! Pensare che sei anni fa (6!!) ero una contentissima sposina nel suo vestito dorato e con le puma ai piedi e ora sono una pimpante mogliettina presa da mille cose ma con ancora le farfalle nello stomaco quando abbraccio il mio uomo. Lo so, sto scrivendo un po’ a casaccio, ma sono davvero tanti i pensieri che mi passano per la testa in questo momento. Questi primi sei mesi del 2010 sono stati più difficili di tutti questi sei anni messi assieme. Mentre mi gusto una granita coca e limone alla mia scrivania mi chiedo come abbiamo fatto ad uscirne quasi indenni…in ogni caso, come dice il bigliettino trovato nel mio biscotto della fortuna “Concentrati sulle cose essenziali”. E sia.





