Racconto d’inverno, – 10.

Post sconclusionato sul teatro.

Ormai manca poco. Tra 10 giorni saremo in scena. E’ il momento di dare il massimo nelle prove per sistemare quello che non va. Purtroppo di cose che non vanno ancora bene ce ne sono parecchie.  Me lo sentivo già, ma sabato ho avuto la conferma.

Non tutti possono prendere seriamente tutto ciò che fanno ma non posso fare a meno di arrabbiarmi. Anche se recitare non è il mio lavoro ma, purtroppo, “solo” uno dei miei hobby non per questo mi risparmio. Ho fatto una fatica enorme a capire Ermione. Ho letto e riletto ogni sua battuta anche in lingua originale. Mi sono scervellata per giorni su come farla muovere, parlare, arrabbiare. I sentimenti che prova nei confronti di Leonte, come tratta Mamilio, ho cercato di valutare ogni piccola cosa per renderla più vera possibile. Il lavoro non è ancora finito, sento che mi manca ancora qualcosa ma ci sto arrivando.  M’imbestialisco quando sento delle persone che recitano con me che si lamentano perché hanno poche battute, perché abbiamo una sessione di prove straordinarie di venerdì sera e altre puttanate del genere. TUTTO è importante. Dalla parte con 3 battute a quella con 300! Ci vuole un nanosecondo a portare uno spettacolo da un livello discreto a uno schifo e questo non entra in testa  tutti. E mi fa arrabbiare pensare che tanto lavoro, tanta fatica vada distrutta.

Lo so che creare il “Personaggio” non è una cosa semplice ma almeno provarci! Io mi sto letteralmente violentando per diventare Ermione. Non faccio che pensare che anch’io dovrei essere incinta come lei e non lo sono e mi deconcentro.  Se io posso annullare le ondate di ricordi e dolore che cercano di affogarmi perché ad altri è così difficile? E’ troppo chiedere un po’ d’impegno?  Non faccio che sentire che il regista non dice come muoversi, come parlare, come fare…siamo forse burattini? Il teatro è anche ricerca! Non è entrare, mettersi in posizione, dire la battuta e uscire. Non è essere contenti perchè  ho fatto il mio e chissenefrega se l’altro ha sbagliato.

Solo 10 giorni…spero che il caro buon vecchio terrore da palcoscenico faccia il suo e dia una svegliata agli animi…

3 comments to Racconto d’inverno, – 10.

  • Lypsak  says:

    Di solito funziona così, quindi tranquilla, credo che l’adrenalina farà presto il suo porco effetto anche su quelli più svogliati e meno coinvolti…

  • harlene  says:

    Mi riconosco perfettamente in quello che scrivi, anche se io, nel mio piccolo, non mi sono mai confrontata con personaggi così importanti e riconosciuti/riconoscibili.
    Ma il lavoro che ci sta dietro ad ogni esibizione è lo stesso; e il nervoso che ti viene perchè lo scarso impegno altrui (oppure per un semplice e diverso modo di preparari)…è lo stesso!
    Non mollare Ly…sei sulla strada giusta!!!!!!
    Ely 🙂

  • harlene  says:

    Ma cosa ho scritto????? Non ho riletto e ora ho trovato un sacco di errori…sono terribile in questo periodo, ma dove ho la testa?!
    😀

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