Riflessioni delle 00:52

Il mondo intorno a me cambia spesso forma e colore, a tal punto che sono confusa su molte cose. Il “bianco” e il “nero”, ad esempio, che fino a qualche tempo fa esprimevano due parti ben definite come il “bene” e il “male”, non ci sono più. Vivo in una sorta di scala di grigi.

Non è una sensazione spiacevole. Stanca di avere tutto sotto controllo, avevo deciso di vivere alla giornata e questo mi ha permesso di avere molti pensieri in meno e molti sorrisi in più, ma in fondo sto scappando da quella che è la mia natura di “controllore supremo”. Ma ci si può riuscire? Capire che un lato del nostro carattere è come veleno e decidere di non prestagli più ascolto? E’ possibile scappare all’infinito? Reprimerlo in un angolo e far finta che non esista? Ignorarlo? Non so…da una parte penso sia possibile e dall’altra credo che la vera natura di noi stessi non possa essere imbrigliata e condotta docilmente dove vogliamo. Non so cosa sia meglio fare ma so cosa ho deciso di fare. Aspettare. Trascorrere un altro po’ di tempo così e vedere dove finisco. Se tutto quello che ho o non ho fatto in questi mesi mi tornerà addosso come un boomerang o resterà sospeso. Io non so, ma aspetto.

2 comments to Riflessioni delle 00:52

  • Lypsak  says:

    Ti posso solo dire quel che ha detto a me la mia psicologa tempo addietro, riguardo a certi aspetti di me che non mi piacciono, mi incasinano la vita e vorrei cambiare. Poi vedi te come si può applicare al tuo caso…
    Qualunque di questi aspetti potrebbe essere mitigato o modificato (l’ipersensibilità, l’ansia, la tendenza a scaldarmi molto e a prendermela per le cose che mi stanno a cuore), però il problema è che in fondo al mio cuore non riesco a “impormi” nessun cambiamento. Sono ostile alle cose imposte, anche da me stessa, non posso “costringermi” a far nulla perché anche se mi sarebbe utile fare una data cosa è il modo migliore per non riuscire a portarla in fondo, o per cominciare a odiarla profondamente. E’ così, e non è una situazione modificabile, almeno questa. Fa talmente parte di me che ci vorrebbero anni e anni di analisi per venirne a capo. Così, questa cosa del rifiuto delle imposizioni la lascio stare. Non la ignoro, ma cerco di aggirarla, di conviverci, di volerle comunque bene. E quando trovo la strategia giusta, riesco a venire a capo delle altre cose.
    Non so quale possa essere il busillis nel tuo caso, magari funziona benissimo l’autodeterminazione, magari no, però il consiglio che ti do è che non vale la pena (e fa inutilmente male) entrare in guerra con se stessi. Bisogna un po’ venirsi incontro 🙂

  • Ly  says:

    Grazie Lypsak. Un abbraccio.

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