Complicate

In questa domenica fatta di relax e tempi lenti, mi sono dedicata all’aggiornamento degli stati dei miei amici. Non tutti quelli che ho su facebook ma solo di quelle persone che frequento realmente e so che stanno passando un momento un po’ così. È il mio modo per tenermi aggiornata con discrezione in modo che quando vorranno parlarne con me non avrò bisogno di grandi riassunti. La relazione amorosa è ovviamente al primo posto. C’è chi vorrebbe buttare il cellulare, chi aspetta una risposta, chi non sa se porre una domanda o LA domanda perché non sa se potrebbe affrontare la risposta.
Noi ragazze siamo complicate e abbiamo la spiccata tendenza a farci ennemila pare mentali inoltre credo che sia insito in noi un po’ di autolesionismo.
Quello che molte vogliono, è solo chiarezza. Che non è poco, sono d’accordo. Ma nulla ci fa rosicare di più del tenere in mano il cellulare e aspettare un sms. O guardare il messaggio appena scritto con un’espressione corrucciata indecise se premere o no il tasto invia. Per paura della risposta. O della non risposta. E se non risponde perché non capisce? Meglio aggiungere o togliere qualcosa?
E le frasi dette a metà, i silenzi, i sorrisi che sembrano una risposta ma che potrebbero essere un modo gentile per dire l’esatto contrario. Quello che si fa sentire sempre e poi improvvisamente puf! Le risposte che aspettiamo ci fanno affondare come se avessimo il peso del mondo sulle spalle e anche se ti concentri per pensare ad altro, nel primo momento di distrazione PAM! rieccolo lì, il chiodo fisso.
I consigli a volte sono inutili, perché anche se arrivano da chi ci è già passato, da persone più esperte e sagge, ognuno di noi pensa che il suo “caso” sia unico e vuole trovare la strada per uscire dal labirinto da solo.
Non mi stupisco che tante ragazzine leggano e siano appassionate di storie d’amore tormentate, perché s’immedesimano nella protagonista che le aiuta a sperare in un lieto fine anche alla loro storia reale. Quando il lieto fine non c’é, lacrime e silenzi riempiono le giornate e la bacheca di facebook diventa il modo di comunicare al mondo quanto male si prova o per far sentire un verme chi sta provocando tanto dolore. E per cercare un punto da cui ripartire.

5 comments to Complicate

  • Martina  says:

    Mi piace molto quello che hai scritto…non mi ritrovo nelle tue parole però molte delle mie amiche sono come tu hai descritto e ho rivissuto, scorrendo le tue parole, i loro traumi adolescenziali ma io, sono sempre stata diversa.
    Diretta, sempre con la risposta pronta, semplice, senza nessuna segamentale e quindi molto diversa e anche a volte sola perchè nessuna delle mie amiche ragionava come me.
    Io se avevo da dire qualcosa al ragazzino che mi piaceva glielo dicevo senza rimorsi, nè rimpianti, senza peli sulla lingua. Non aspettavo ore e ore davanti al telefono, non ho mai aspettato nessuno mi sono sempre fatta valere.
    Questo può essere bello ma può essere anche un brutto difetto, davvero perchè a causa della mi esuberanza il mio cerchio di amicizie si è molto ristretto nel tempo.

  • harlene  says:

    Sono io. Tu hai scritto di me.
    Dillo che hai messo delle cimici nella mia cameretta.
    Ely 😉

  • Lypsak  says:

    Però è vero che ogni caso è un po’ un caso a sé… Ma forse la cosa più frenante a volte uno inconsapevolmente ha paura della risposta, o anche della domanda, e qualsiasi “scusa” va bene per non affrontare di petto la situazione 🙂 Per alcuni è meglio un bel “NO” diretto, altri invece preferiscono attaccarsi a una qualsiasi illusione… mi è capitato un po’ di tutto, direttamente o indirettamente… quindi capisco appieno il post 🙂
    E lodevole iniziativa, la tua!

    @Martina: guarda, anche io ho seguito sempre la stessa filosofia, ma il problema è quando dall’altra parte le risposte non arrivano, o arrivano confuse, o tu chiedi dialogo e chiarezza e trovi solo bronci, mezze risposte, canàte. Allora sì che ci rimani male!

  • Ly  says:

    Marti: nemmeno io pensavo di appartenere alla categoria. Ero fermamente convinta che fossero cose a me aliene e invece a volte mi ci ritrovo dentro a piè pari. Dopo anni dove essere diretta era uno degli elementi inconfondibili del “pacchetto Lysa” ora vado più con calma. Regressione?

    Ely: si, lo confesso. Che punizione mi aspetta?;-)

    Lypsak: sono molto d’accordo con quel che scrivi. E’ che se tutto dipendesse solo da te sarebbe tutto più facile, un po’ noioso forse, ma indubbiamente più semplice 🙂

  • harlene  says:

    @Ly, sei troppo dolce, nessuna punizione! E poi non è colpa tua se sei maga e hai indovinato esattamente come sta il mio cuoricino in questo periodo… 🙂

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>