Santo Domingo

Se Santo Domingo fosse un colore, sarebbe un arancione terracotta. Chiaro sotto il sole e più scuro quando si fa sera.
È un posto pieno di contraddizioni. I campi verdi e i pascoli dei cavalli color sabbia, gli hummer e le moto sulle quali ci girano in tre o quattro senza casco, i resort all inclusive contro le case costruite con i mezzi di fortuna. E sono tantissime.

La gente guida come pazzi. Luci spente di sera, sorpassi pericolosi. Inoltre per le strade, se così si possono definire, hanno così tanti dossi e dissuasori che prendono a velocità allucinante che secondo me dovranno rifare ammortizzatori e sospensioni tutti i mesi. Lo stesso si può dire del clacson. Io che lo uso di rado e solo in certi casi, ho sentito più “beep beep” in un’ora e mezza di bus che in tutta la mia vita.

Ho visto case costruite con niente ma estremamente colorate e personalizzate. Ho visto inferriate ovunque in quelle poche case costruite meglio. Ma parliamo sempre di case che quella dei sette nani sembrerebbe la reggia di Versailles. Ho visto una mezza mucca appesa ad un gancio per la strada. Persone ferme ad ogni angolo della strada per vendere di ogni. Ma anche tantissimi sorrisi, voglia di vivere e di divertirsi.

E sono qui solo da un giorno.

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