Avventura a Versailles

Vi premetto che ora ci rido su, ma stamattina me la sono vista brutta.

Sveglia prima delle 8. Ho dormito male e non sono proprio al top. Faccio una rapida colazione, mi spalmo le ginocchia di crema antinfiammatoria, guardo se ho preso tutto ed esco dal meraviglioso piccolo studio che mi fa da casa per questa settimana.
Arrivo alla stazione della metro Saint Paul, vado a Concorde, prendo la linea 8 fino a Les Invalides e da qui la RER C direzione Versailles. Sapendo di avere quasi 40 minuti di viaggio mi sono mezza addormentata. Arriviamo ad una stazione, il treno si ferma e rimane in sosta per almeno 5 minuti. Poi riparte ma in senso contrario. Ho pensato “ecco, scema hai sbagliato treno! Ora ti tocca scendere alla prima fermata disponibile e aspettare”. Logico no. Peccato che il treno non si ferma ne alla prima ne alla seconda ne alla terza fermata. Inizio ad agitarmi. Mi guardo in giro e sono sola. I vagoni sono chiusi, non c’è modo di cambiare carrozza. Passa un’altra fermata. Non c’è un cavolo di pulsante “parla con l’autista”. Si spengono tutte le luci. PANICO.

Faccio un respiro profondo, cerco di pensare. Il treno sta tornado al punto di partenza e quindi non ferma ma io devo scendere. Subito.
Per una frazione di un attimo ho pensato di tirare il freno di emergenza ma l’esserino intelligente che c’è in me ha subito scartato l’idea. Ho con me il telefono. Chiamo. Ma chi? La polizia.

(in francese) “Buongiorno (anche nel panico resto sempre molto educata) sono una turista italiana che è rimasta bloccata sul treno della RER C” – “È bloccata nella toilette?” – “No, le spiego, ho preso il treno sbagliato, ora questo sta tornando indietro e non si ferma in nessuna stazione e io sono dentro ad un vagone. Hanno spento tutte le luci e VOGLIO SCENDERE MI AIUTIIII!!!” – ” Capisco, le passo l’ufficio treni. Buona giornata. (sempre gentili i francesi)”

Mi passano un altro tizio, spiego la stessa cosa, nel frattempo abbiamo passato tante altre stazioni e sono quasi fuori dalla zona 3. Lì la mia Paris visite non vale più. Ci manca solo che mi diano la multa! Il tizio dice che parlerà al conducente del treno, mi chiede il mio numero di portable per richiamarmi se ci sono problemi e mi augura, anche lui, buona giornata.

Passano altre due stazioni e poi il treno si ferma. Mi catapulto fuori e finisco abbracciata ad una panchina. Con aria indifferente mi siedo e respiro. Il signor conducente del treno scende e viene a parlarmi. Ride. Dice che non è la prima volta che capita. Io mi scuso in tutti i modi, mi insulto da sola e lui allegramente torna sul treno non senza avermi augurato buona giornata.

Sono rimasta sulla panchina qualche minuto. Ho mangiato un Mars, mi sono fatta coraggio e mi sono diretta verso le partenze. Ho guardato tre volte il treno e inseguito un’addetta della stazione per chiedere conferma. Un’ora abbondante dopo sono arrivata a Versailles.

Di quanto sia favolosa, enorme, incredibilmente bella e curata tutta la struttura del castello e dei giardini, ve ne parlerò prossimamente. Intanto vi lascio una foto scattata con il telefono.

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3 comments to Avventura a Versailles

  • Valberici  says:

    Menomale che è finito tutto bene 🙂
    Ogni tanto capita anche a me di rimanere su tram e metro senza accorgemi della fermata, in genere perchè sto leggendo…e da quando ho l’ereader la situazione è peggiorata 😀

  • Harlene  says:

    Oh povera Ly…per fortuna tutto è bene quel che finisce bene!!

  • Babi  says:

    Ma questi treni francesi sono soliti a fare indispettire i turisti :))
    quando sono andata in gita scolastica 2-3 ragazzi del mio gruppo non sono riusciti a scendere in tempo alla fermata..ma poi fortunatamente ce l’hanno fatta a quella dopo! 😀
    Leggevo la disperazione sul volto della mia amica mentre il treno ripartiva =°D

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