Convention!

Da quanto tempo non prendevo un bus? Siamo di ritorno da Siena, dove si è tenuta la Convention aziendale.
Non è che si fanno convention tutti gli anni, specialmente in questi anni, ma negli ultimi 2 e mezzo ci siamo veramente fatti in 4 per far andare in porto diversi progetti (tra cui la migrazione di cui mi avete sentito tanto bestemmiare su twitter) e avevamo davvero bisogno di un po’ di tempo per guardarci in faccia dopo averne passato troppo tra mail, telefoni bollenti. Dopo tante ore passate a testa bassa sul pc a cercare di far “funzionare la baracca” e a volte con visi tutt’altro che sereni.
By the way, due giorni in questo posto molto bello vicino a Siena. Partenza il venerdì pomeriggio e rientro…ora.
L’arrivo è una delle mie parti preferite, dopo aver sistemato le valigie lo spirito da “ragazzi delle superiori in gita” prende il sopravvento. Che camera sei? Com’è fatta? Facciamo un tour! Cosa facciamo dopo cena?? Insomma, mi aspettavo che il direttore se ne uscisse con due urla come faceva il mio prof d’italiano quando il delirio prendeva il sopravvento!

Doccia, cena, tante chiacchiere e una spettacolare Siena by night (ma quanto è bella!??!) che mi ha lasciata senza parole più di una volta con i suoi scorci e viuzze. La serata/nottata si conclude nel migliore dei modi, eccoci sotto i gazebo a parlare e ridere.

Il mattino dopo, sabato, si prospettava abbastanza impegnativo ma avere i macarons per colazione mi ha certamente dato un surplus di carica! Dovete sapere che quest’anno sono stata incaricata insieme ad altri 3 fantastici colleghi (Sara, Simo e Omar) di organizzare alcune ore di giochi da sviluppare sui temi della convention. Giochi che si sono svolti non senza qualche intoppo tecnico dopo la presentazione del direttore. È stato proprio bello vedere tutti i miei cari colleghi nelle loro magliette design by me divisi a squadre che si ingegnavano per compilare l’organigramma aziendale cercando d’incollare le caricature che avevo fatto (bestia che fatica!) con faceyourmanga.com di tutti loro.
Non pensavo, dopo tutta quella fatica per organizzare in poco più di due settimane ogni singolo aspetto della parte ludica, le corse per il materiale, la stamperia, la copisteria, gli aggiornamenti con il team in pausa pranzo e le corse contro il tempo, che sentirmi dire da più persone che i giochi erano belli e si sono divertiti, potesse darmi una soddisfazione così. La frase che è passata nel mio cervello è stata più o meno “Mi sono fatta un mazzo così ma guarda come si divertono! AYEAR!”, seguono saltelli a piacimento.

Inoltre, frequentare i colleghi fuori dalle 4 mura dell’ufficio ti da la possibilità di imparare a conoscerli e apprezzarli sempre di piú. Il pomeriggio a bordo piscina a parlare di film, musica e CIT è stato veramente bello. Insomma, sapere che su certe cose siamo molto simili me li fa sentire più vicini. Troppo sentimentale? Può darsi….

E il resto?? Ve lo racconteranno le immagini che caricherò una volta a casa. 🙂

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