Angeli

Sperando di non attirare l’ira funesta dei piani alti, devo pubblicamente confessare che a me gli angeli non piacciono. Mi vanno bene nei libri, in modo moderato e se necessari, mi piacciono quelli che sembrano fatine come quello della foto, uno dei miei 15 angioletti multicolor che adornano casa per le feste natalizie, mi piacciono le campanelle che tintinnano quando nascono un paio di ali. Il resto no. Tutte le statuine della Thun, gli angioletti candidi con i faccini sorridenti e le loro piccole ali argentate, quelli che cantano svolazzanti sulla capanna dei presepi, quelli bianchi di gesso che adornano castelli e chiese, i ciondoli, ecco no! no! no!

Sabato scorso,  io e Fabry abbiamo addobbato casa per Natale. Ho sistemato per casa delle renne, candele con paesaggi natalizi, palline colorate e luminose, fiocchi di neve glitterati e una quantità inverosimile di decorazioni più o meno serie, spolverato il carillon, decorato le finestre di tutta casa finché sul tavolo sono rimasti tre oggetti con degli angeli. Alcuni sono regali che abbiamo ricevuto nel corso degli anni e che ho sempre usato a malavoglia, solo che quest’anno non me la sentivo proprio. Così ho detto a B-Chan “Senti, a me sa roba non piace per nulla, possiamo buttarla, rimetterla nelle scatole o se ti piace possiamo usarle per addobbare casa ma sia chiaro che non mi piacciono per niente”. Dopo poco sono tornati nelle scatole. Oh, non ne abbiano a male tutti i super religiosi e gli angelo-dipendenti. Quest’anno no.

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