Ieri é stata una giornata veramente no. Ho passato tutto il tempo nel tragitto lavoro-casa al telefono (Bluetooth) o a cantare a squarciagola le due canzoni che mi danno sempre l’impressione che quando le urli e come se stessi vomitando tutte le cose negative (The Kill e No more sorrow). Il tutto a una velocità decisamente non adeguata rispetto alle condizioni meteo. Comunque, sono arrivata a casa in uno stato non proprio da week end. Mi sono rimpinzata di patatine Grill e lasagne per poi stare male, ho spruzzato litri di acqua termale sul viso e giocato con i Sims perché la vita della Lisa-fata-che-vuole-diventare-vampiro mi sembrava molto più interessante e facile della mia.
Ma non si può vivere in una bolla per sempre e dopo un po’ sono andata a letto. Notte pesante e senza sogni, mi sono svegliata con la sensazione di essere in trappola mentre ero solo troppo avvinghiata con il lenzuolo e il piumone. Il venerdì mi é rimbalzato addosso in un attimo lasciandomi con le stesse sensazioni. Mi rendo conto che reagire é ogni volta più difficile. Voglio dormire.
Di malavoglia mi sono alzata, ho acceso l’iPad per sentire la colonna sonora che quel genio di Marianelli ha scritto per “Orgoglio e Pregiudizio”, ho salutato il mio riflesso allo specchio. Mi sono coccolata con una maschera al viso, mi sono massaggiata i piedini con l’olio tiepido, poi, mentre l’ipad aveva iniziato a pompare musica più rock, sono andata in doccia e mi sono fatta uno scrub grattando forte forte come se, oltre alla pelle morta, potessi togliermi di dosso tutta la negatività. Mi sono seduta sul piatto doccia con il getto d’acqua bollente sul collo. Mentre cercavo di concentrarmi sull’acqua, mi sono venute in mente tante cose. Più cercavo di concentrarmi sull’acqua e sul presente più mi venivano in mente cose del passato, faccende non risolte, dialoghi delle elementari…come se avessi urtato una scatola di ricordi confusi e disordinati.

Ma perché non posso essere una fottuta stronza menefreghista? Perché non ho la sindrome da Pollyanna?

Svariati minuti dopo, una volta lessate tutte le cellule, ho spalmato l’olio sulla pelle umida sniffando il profumo di agrumi e mi sono avvolta nell’accappatoio azzurro che, in questo momento, fa tantissimo contrasto con la mia pelle rossissima.
Ora sono seduta sul wc, con Bono che canta “Let me love you true, let me rescue you. Let me bring you to where two roads meet…”, ispiro l’aria fredda che arriva dalla finestra socchiusa e mi chiedo come proseguire. La pelle tira e mi fa male,dovrò idratarla ancora.

Nel frattempo, rimango qui ancona un po’….