Break away

"Il divorzio dei miei genitori è una cosa che non mi capiterà mai di affrontare. Succede in altre case ma non nella mia. In fondo i miei mi hanno concepita per sposarsi perciò…"
 
Questa frase riassume all’incirca il mio pensiero fino al 2001. Poi è successo.
 
Quando crolla una delle tue certezze rimetti tutto in discussione. Quando dico tutto intendo proprio TUTTO. I principi con cui sei stata educata, il valore della parola “famiglia”, i problemi, il tuo modo di fare, il modo di essere, persino come pieghi le calze prima di metterle nel cassetto. E’ sconvolgente.
Non ti senti bene in nessun posto e meno che meno da sola. Abbastanza da mandarti fuori di testa nel giro di qualche settimana.
 
Il mio periodo di dubbi esistenziali è durato relativamente poco. L’ho dovuto accantonare perché il mondo aveva cominciato a scorrere troppo velocemente e mi sfuggiva dalle dita. Mio padre se ne è andato, mia mamma in depressione, mio fratello distrutto, il cuore di mio nonno che si è fermato dopo 10 giorni, il cane che non mangiava, i problemi economici di cui sapevi l’esistenza ma erano gestiti dai “grandi” che ti travolgono come un rullo compressore.
 
Le soluzioni erano fondamentalmente due, crogiolarsi nella tristezza ed elaborare con i miei tempi o non elaborare affatto e buttarsi a capo fitto per ristabilire una normalità. Ovviamente ho scelto la seconda. Per un bel po’ il motto è stato “E’ successo, è passato, andiamo avanti” poi è diventato “E’ stato uno schifo ma dopotutto ce la siamo cavata bene” e via dicendo.
 
Insomma dovevo sostituire mia mamma nell’occuparmi della casa, non tanto nel senso casalingo nel termine ma in cose del tipo la quadratura dei conti ecc ecc, fare da mamma a mio fratello perché nel primo periodo quella vera non era assolutamente in grado di farlo. Lavorare, evitare che tutto ciò mandasse a quel paese la mia relazione con Fabry, mediare con i parenti rompipalle e cercare di far arrivare tutti mentalmente stabili al mese successivo…dov’era il tempo per me? E’ stato l’unico periodo della mia vita dove ho fatto fatica a dormire. Capite? Io che mi addormento ovunque basta che ci sia un punto di appoggio, passavo metà notte con gli occhi sbarrati sopraffatta da tutto quello che dovevo ancora fare.
 
E’ palese che, passata la baraonda, non sei più come prima.
 
Prima o poi dovrò fermarmi ed elaborare. Ma ho paura.
Certe volte mi sento ancora con la schiena contro il muro in spasmodica ricerca di una via d’uscita.
 
Volevo scrivere di altro oggi…ma mi è uscito tutto questo…
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6 comments to Break away

  • FEOWYN  says:

    è già un buon inizio per per superare il dolore!cmq sei stata davvero grande!

  • Lysa206  says:

    FEOWYN: Grazie di cuore.

  • utente anonimo  says:

    Credo che l’esigenza di capire non ti abbandonerà mai. L’età e gli eventi ti aiuteranno a “stracciare” quei mille veli che ti separano dalla risposta cui chiedi serenità. Cerchi di farti una ragione per una violenza che hai, che avete dovuto subire. Per molti anni i cattivi sono fuori di te: gli altri o l’altro. Io sono diversa a me non capiterà mai (dici).

    Poi un velo che ancora non avevi osato spostare ti “svela” un punto di vista inimmaginabile e cattiveria e dolcezza si confondono, ti confondono e ami in modo nuovo..tutto e tutti.auguri …

  • ForeverHachiko  says:

    Ammiro questo..da persona che conosce molto bene il dolore, posso dire e confermare che ti ammiro cara 🙂

  • Lypsak  says:

    Concordo con Hachi.

    Ci vuole anche un gran paio di pal(l)e granitiche (scusa l’espressione) non solo per passare oltre ma anche per parlarne poi.

    Dubito che rielaborare adesso ciò che è accaduto possa ferirti, ormai.

    Grande Ly.

  • Lysa206  says:

    Anonimo: capire per me è di fondamentale importanza.

    ForeverHachiko: Grazie stellina!

    Lypsak: Non lo so…rielaborare è sempre difficile e ho paura che la cosa possa mandarmi in palla. Grazie grazie grazie.

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