La monetina del carrello

Sabato mattina sono andata a fare la spesa. Poco prima su Facebook, non so da quale contatto-gruppo, avevo letto questo:

EDIT: quello che segue è il testo trovato su Facebook. Non è stato modificato ed è ovviamente più o meno condivisibile.

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Premessa d’obbligo : nulla di tutto ciò che segue è a sfondo razzista.
A chi di voi non è capitato di sentirsi richiedere il carrello all’uscita del supermercato? Oramai è impossibile scampare al nero o al rumeno di turno che ti punta all’ingresso e ti insegue all’uscita. Le tecniche che utilizzano sono le più svariate, l’obiettivo sempre… lo stesso : la monetina che hai messo nel carrello.
Buon per loro, sono tanti coloro che cedono e credono di aver fatto una buona azione. Altri si arrendono per disperazione e donano un euro oggi per essere lasciati in pace successivamente …perché ogni supermercato ha il suo “acchiappacarrello” di turno e ti saluta all’arrivo come un amico di vecchia data.
Oggi voglio darvi SEI BUONI MOTIVI per non lasciare più nemmeno un centesimo ed allo stesso tempo, oltre a non sentirvi a disagio per aver rifiutato, riuscirete a giudicare i fatti con occhio diverso.

PRIMO MOTIVO : Il tizio che vi chiede la monetina guadagna una media di 45 euro al giorno. A fine mese intasca circa 1200 euro puliti ed esentasse. Dunque un vero e proprio lavoro nero …che all’italiano non è permesso. E vi assicuro che gli “incassi” sono maggiori.

SECONDO MOTIVO : Nonostante la crisi di oggi è molto semplice e remunerativo lavorare come “acchiappacarrelli” ma l’italiano, anche volendo, non potrebbe farlo per due semplici ragioni : la prima è che il ”mercato del carrello” è oramai un vero e proprio racket gestito da gruppi di extracomunitari organizzati (che creano notevoli problemi anche agli esercenti), la seconda è che l’italiano che lavora in nero rischia di essere colpito dallo stesso Stato che non fa nulla per arginare questo fenomeno.

TERZO MOTIVO : Il ricavato di questa attività illegale è in buona percentuale inviato all’estero. Semplice fare due conti per capire quanto denaro fugge dall’economia italiana, tutto denaro che altrimenti sarebbe stato reinvestito nel mercato nostrano. Provate a fare un calcolo e vedrete che la cifra mensile sarà nell’ordine di milioni di euro.

QUARTO MOTIVO : Abbiamo visto come questa attività possa considerarsi un vero e proprio lavoro… nero. Tutti coloro che sono preposti a far rispettare le regole e le leggi lo sanno ma non fanno nulla.e probabilmente è lo stesso Stato che li mette nelle condizioni di non per poter operare. Dunque possiamo stabilire che abbiamo a che fare con una vera e propria evasione fiscale legalizzata.

QUINTO MOTIVO : Probabilmente coloro ai quali date la monetina già usufruiscono di una diaria giornaliera per l’accoglienza degli immigrati che voi già state pagando con le vostre tasse.

SESTO MOTIVO : Se lasciate la monetina diventate complici di uno Stato che non ha più la capacità di tutelare te che sei un cittadino onesto.

Gli stessi motivi qui elencati sono validi per tutte le forme di “falsa elemosina” o di “tentata vendita” che oramai ci circondano. Se siete tra i fortunati che hanno la possibilità di donare un euro (o qualcosa più) fate donazioni a favore di enti riconosciuti che operano  in Italia ed all’estero, e tramite loro aiuterete davvero i malati, i bambini, le popolazioni colpite da disastri ambientali e tutti coloro che sono in difficoltà senza distinzione di razza o religione. Solo in questo modo potrete pensare di aver fatto davvero una buona azione.

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EDIT: fine testo trovato su Facebook

La prima cosa che ho pensato è stata “Ma figurati se tutti i poveretti che ci sono in giro sono gente di questo tipo!! Con la crisi che c’è, le aziende che licenziano e falliscono, il costo della vita sempre più alto!!!” .

Con questa cosa in testa, sono entrata a fare la spesa. Generalmente, preferisco fare donazioni ad associazioni ed enti conosciuti o partecipare alla spesa per i poveri o alle collette per i canili, ma sabato continuavo a pensare al ragazzo fuori dall’entrata con il cartello “Ho fame”. Avrà fame davvero? O sarà una “finta”? Così ho deciso di fare una specie di esperimento.  Ho cercato qualcosa da offrigli e ho preso del pane, cibo che mi pare ben tollerato da tutte le religioni e non avrebbe creato problemi come se fosse stato, non so, un tramezzino con il prosciutto. All’uscita lui mi ha guardata e io gli ho offerto un sorriso e la baguette. La risposta è stata “No“. Io ho insistito, “Ma è pane, è buono e ancora caldo“. Risposta? “No.Soldi.”.
Ho messo via la baguette e sono andata per la mia strada.

A casa, dopo diverse ore vedo la baguette sul tavolo, ne taglio qualche fetta, le spalmo con una generosa dose di nutella e mentre l’addento penso ” Ma vaff….!“.

 

 

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