I cristalli di Pollyanna

Sto aspettando che arrivi il sonno. Ultimamente non dormo bene, dormo poco, in effetti pochissimo. Negli ultimi mesi, il blog è stato quasi sempre dedicato al progetto del 2013 sulla “bambola di carta” ma non perchè non avessi nulla da scrivere, anzi. Solo che le parole escono difficili dalla testa e ancora meno scivolano sulla tastiera. Sono diversi mesi che non sto benissimo. Del perchè parlerò forse un’altra volta ma gli effetti sono stati svariati e abbastanza prolungati. Insonnia, vomito, incapacità di fare un pasto solido e tenerlo nello stomaco per più di due ore, coliche addominali da stress, debolezza, svenimenti continui.Vita sociale compromessa e lunghi periodi sul divano con litri di acqua bollente a tenermi compagnia. Il risultato è un bell’esame del sangue con tante stelline neanche fosse già Natale, una sfilza di esami in corso (eh, il SSN Italiano….) e ho il terrore di cosa dirà il dentista.

Quello che mi sta capitando non è niente di tragico rispetto a tante altre situazioni ma probabilmente sono arrivata a livello. Ho passato delle brutte esperienze. Avvenimenti devastanti per la mia famiglia di origine, problemi nella mia famiglia attuale, casini economici, lutti, piccoli drammi. Non mi sono fatta mancare niente. Devo dire che però, in passato, mi sono sempre comportata da Wonder Woman. Un po’ come dice la Spora in questo post molto bello (che vi invito a leggere subito dopo aver finito questo) :“figuriamoci se tu stai a letto a piangere come una fighetta.”. Allora fai la forte, quella sicura di se, pronta a prendere in mano la situazione e a pianificare, organizzare, controllare, combattere. Testa bassa  e pedalare. Ecco, probabilmente dopo tanti anni in prima fila con la spada, lo scudo e l’elmetto con il pennacchio, ora sono stanca. Ho l’armatura ammaccata, non schivo più bene i colpi, a volte non li vedo neanche arrivare e fanno un male bestia.

La realtà, è che sono uno straccio. Sorrido ancora, combatto ancora ma sono più delicata, più fragile. Spesso con lo sguardo perso nel vuoto, spesso con i pensieri ingarbugliati. Piango. Prima mi arrabbiavo, tiravo fuori le zanne e avanti. Adesso mi si annoda lo stomaco e piango. Il mascara waterproof è il mio nuovo migliore amico.

Oggi però mi hanno detto, ri-detto a essere sinceri, una cosa su cui ho avuto modo di riflettere. Si, mi sento uno schifo, ma ho tante cose per cui potrei essere contenta, anzi dovrei proprio essere contenta e fottermene.

Subito ho pensato “Come no!Vado a prendere i cristalli come Pollyanna!!” e devo aver anche sbuffato..però …pensa e ripensa…potrebbe essere così. Sono così presa da questa situazione che non realizzo le cose positive se non mi ci schianto contro. Le do per scontate? Non hanno importanza? Non le ho sott’occhio sempre e quindi si perdono tra un incubo e  un po’ di touche d’éclat?  Farò una lista, totalmente randomica, delle cose per cui dovrei essere contenta e la terrò a vista. Farò un print screen dell’ultima parte del post e me lo metterò come blocca schermo dell’iPhone. (Si, mi sento alla frutta….)

  • Ho un auto bellissima che adoro – non dovrebbe essere la prima cosa che mi viene in mente, è solo un auto…
  • A breve avrò anche una bellissima casa, con uno studio luminoso con tanto spazio per i miei libri – in ogni caso, anche ora, ho un tetto sulla testa, un bel tetto.
  • Ho un marito che pensa che io sia una delle donne più fantastiche dell’universo. E che cucina benissimo.
  • E’ bello vedere la mia mamma che sta bene
  • Il mio fratellino, non lo cambierei per niente al mondo – nemmeno per una R8
  • Dopo un tempo che mi è sembrato infinito, piano piano, i rapporti familiari si stanno distendendo. E’ bello avere di nuovo dei cugini.
  • I miei suoceri sono i migliori suoceri del mondo.
  • Concerti! Concerti! Concerti!
  • Ho scoperto di avere attorno ante persone che si preoccupano per me e cercano di sostenermi – certo, anche persone che mi hanno voltato le spalle e graffiato, ma è un bene averle perse, no?
  • Ho ripreso teatro dopo uno stop di un anno e non mi sono mai sentita così “a casa”.
  • Ho uno stipendio – che già avere un lavoro ultimamente è un lusso, figurati essere anche retribuita…
  • Se vado in prigione, ho chi mi porta il sushi – no, non ho ucciso nessuno.
  • Scoiattolo!

Ecco, per questo giro basta, che ho innaffiato il mio pigiama con i gufi a sufficienza.
Voglio essere felice. Voglio essere felice. Voglio essere felice.

 

One comment to I cristalli di Pollyanna

  • 2014? | Lysa  says:

    […] cercare di stare meglio, cercando di pensare positivo e, all’occorrenza, rileggerò spesso il post di qualche tempo fa e lo splendido biglietto che accompagnava un bel regalo di Natale. […]

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