Cena dei Teatranti

Ieri sera abbiamo avuto la cena dei Teatranti. Tralasciando le due tonnellate di cibo ingurgitate (riso all’ortica, erbazzone, gnocco, mortadella, torte salate, macedonia con panna, torte…), vi lascio una poesia, per me bellissima, scritta da Franco. Franco? Ma non era Freddy, Neddy, Teddy?
(ah ah)….io c’ero, ci sono e ci sarò… anche quando irripetibile, ma ossessionatamene ripetitivo, un telefono replicherà più volte insistentemente il suo trillo fino a soffocare gradatamente e dolcemente il brusio di sala ricoprendolo con un delicato pudico velo di buio.
Io c’ero, ci sono e ci sarò… quando il sipario svanisce e una governante riscatta a modo suo un ruolo subalterno per copione, diventando un po’ più protagonista o quando un regista spaccia abilmente per profondità la sua gigioneria, quando un agente immobiliare infierisce su delle porte la cui sola colpa è di avere i cardini, io c’ero, ci sono e ci sarò… anche quando una esuberante e procace impiegata dell’ufficio delle imposte mette quasi nudo la sua reputazione nel tentativo eroico di salvare i suoi schedari, quando un commediografo, brillante, soprattutto nel dribblare tasse e balzelli, mostra a tutti il retro come suo lato migliore, quando una consorte a carico è in grado di interpretare perfettamente il suo ruolo di tenera moglie e amante dentro e fuori scena, Io c’ero, ci sono e ci sarò… pure quando un direttore di scena si fa letteralmente in due per essere tutt’uno con i cardini delle sopraccitate porte, e quando un’assistente di scena, con una sensibilità unica, finisce la sua recita… lievitando… e interpretando, come si suol dire, di pancia, la scena finale, con buona pace dell’insaziabile regista, io c’ero, ci sono e ci sarò… quando a suo modo un integerrimo professionista dello scasso, nel fare un doveroso inventario di fine carriera estrae dal suo carniere la frase ad effetto per farsi bello agli occhi della figlia e concludere alla grande la sua personale pièce: «Quando la vita non offre altro che dolori e incertezze, non c’è niente di meglio che … un bel piatto di sardine» maaaah!!! soprattutto..
Io c’ero, ci sono e ci sarò…quando il deus ex-machina, il vero regista, crolla esausto ma felice dalla cabina di regia restituendo al sipario la sua magica e originaria suggestione. Quella di labile diaframma fra un mare plaudente e un cielo di dei, fra un pubblico pagante e attori recitanti, fra la realtà e la finzione…: due stati apparentemente contrapposti e lontani ma indissolubilmente uniti nella natura umana. Per questo io ripeterò all’infinito: io c’ero, ci sono e ci sarò…
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4 comments to Cena dei Teatranti

  • spartac  says:

    L’ha scritta DOPO le libagioni, vero ?

  • Lypsak  says:

    In effetti, la gente di teatro vive in un perenne stato di dopocena…

    A proposito, o cos’era quella cosa di Freddy Neddy Teddy…? Cielo, sto diventando pazza! La riconosco ma non so cos’è!!

  • Lysa206  says:

    Spartac: No, prima

    Lypsak. e’ una battuta di Seldon! Dice + o – così “Ho visto come guardavi Neddy! O era Teddy? Eddy, Neddy, Teddy, uno dei tre insomma”!

  • utente anonimo  says:

    Ecco cos’era!!!!!!!

    Grazie!!!!!

    Lypsak (sloggatissima)

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