Lavoro e famiglia: caxxo com’è difficile essere donna

Ho voglia di dare una svolta alla mia vita. Solo che non ho ben chiara la direzione che voglio prendere. Cerco di spiegarmi. Partiamo dal presupposto che sono veramente poche le donne che hanno il culo, pardon, la fortuna di gestire felicemente il binomio lavoro-famiglia.

Guardando cos’è successo alle mie colleghe in azienda, quando sei in attesa è un delirio e quando torni dalla maternità non sanno cosa fare di te e della tua professionalità. In poche parole riparti dal reparto “archivio e fotocopie”. Conoscendomi, non credo che sopporterei questa situazione nemmeno per una mezza giornata…  Spesso penso che in questo posto non ci sia la possibilità di salire più su del mio attuale gradino… non che abbia un gradino ora, mi sento più su una zattera al largo…ed è già da un po’ che penso di cambiare.  Cambiare, ammesso di trovare un posto,  vuol dire scegliere di non fare un figlio per almeno un paio di anni perchè non credo sia un buon biglietto da visita farsi assumere per poi andare in maternità subito dopo. No?

Se rimango qui, so per certo che dovrò gestire una situazione difficile e abbandonare ogni velleità carrieristica. Ma, in un eventuale part time, potrei gestire la parte casa e dedicarmi nei ritagli di tempo alle cose che mi piacciono.

Se non rimango qui, potrei pensare a reinventarmi in un lavoro che mi piace veramente (piccolo sospiro) ma dovrei pensare di non farmi venire strane voglie per almeno un paio di anni e caspita, di anni ne ho 29 e non è che una può fare un figlio a 40 anni! Oddio, se vuole potrebbe, ma io non sono quel tipo di donna.

Al momento il mio palliativo è andare a giocare al superenalotto…

12 comments to Lavoro e famiglia: caxxo com’è difficile essere donna

  • Valberici  says:

    La cosa difficile è avere un figlio, poichè in italia (ma non solo) ciò “penalizza” assai sul piano economico e lavorativo.
    E sovente la penalizzazione è quasi tutta a carico della donna. 🙁
    Bisogna valutare assai bene…e intanto direi che il superenalotto può servire ad ingannare l’attesa 😉

  • micchan  says:

    è vero in Italia parlano tanto di crescita 0 ma poi gli incentivi per metter su famiglia sono pochi…quasi nulli! io conosco qlc donna che ormai è al 3 figlio (fatti tutti a “catena”) pur conservando il posto….probabilmente dipende dal tipo di lavoro e dal tuo capo….certo che non possoni proibirti di avverare un tuo sogno, una via di mezzo ci deve essere!

  • Rossella Ninna  says:

    I problemi sono tanti, è vero, ed è giusto porsi queste domande.
    Però può essere più leggero di così. Nel senso che hai 29 anni e puoi inventarti tutti i lavori che vuoi sia prima che dopo un figlio. Per l’archivio e le fotocopie, nel caso andasse proprio male (ma mi auguro di no per te), fai sempre in tempo. 😉

  • Ly  says:

    @Valberici: come ha detto il mio direttore qualche giorno fa al mio vicino di banco che diventerà padre a ottobre “tu puoi fare tutti i figli che vuoi tanto snon sei tu che devi stare a casa dal lavoro”. Con queste premesse come fa una donna a regolarsi??

    @Micchan: il problema non è “conservare” il lavoro e lo stipendio, è avere la possibilità di crescere in azienda. Con tre figli spero abbia un part-time! (cosa che qui concendono con il contagocce una volta ogni millennio se non sei la moglie di….)

  • Ly  says:

    @Ninna: il problema fondamentale d’inventarsi un lavoro sta nella zona in cui vivo. Abitando in un piccolo paese devo per forza mettere in conto di spostarmi. Solo per il lavoro attuale mi faccio quasi 70 km al giorno tra andata e ritorno e Reggio Emilia non offre le stesse possibilità di Bologna o Milano. Non mi preoccupano le distanze ma il tempo che occorre per spostarsi. Tante ore in auto\treno con orario inflessibili vogliono dire meno tempo con la famiglia. Ad esempio, il mio capo, che è abita a soli 10 minuti dall’ufficio, arriva alle 8:15 ed esce intorno alle 20. Quando arriva a casa, vede i suoi figli per un’ora prima che loro vadano a letto che mi sembra troppo troppo poco. Se volessi fare gli stessi orari, li vedrei solo 10 minuti…

  • Michela  says:

    Come ti capisco…Conciliare lavoro e famiglia è una cosa che sfiora l’impossibile, soprattutto per una donna.
    Io ho almeno due fortune: lavoro vicina a casa e il fatto di essere precaria all’università, paradossalmente, ora come ora mi ha permesso di gestire Emma al meglio (ho anche un capo intelligente per fortuna). Certo, il mio non è un lavoro “vero” e le mie prospettive di carriera sono poche poche: questo mette tutto in un’altra ottica (anche se quello che faccio mi piace incommensurabilmente), ma non è certo il fatto di avere famiglia che frena tutto. Io guardo le donne qui dentro, che hanno rinunciato ad essere madri per la carriera e non conosco persone più tristi e infelici… Credo che quando l’idea di un figlio ti entra dentro, in cuor tuo sai già quale sia la cosa giusta da fare…Ti abbraccio forte!!
    Miche

  • Ly  says:

    @Michela: se guardo dove lavoro, l’unica collega con figli (le altre sono troppo giovani!) senza il part-time fa i salti mortali e anche se si fa un mazzo così ed è molto brava non viene considerata molto. Teoricamente dovrei dire che “la vita è fuori dall’ufficio” ma non riesco a non considerare il lavoro una parte importante della mia vita anche se quello che faccio non è esattamente qualcosa che adoro. Insomma non c’è un tasto on\off per spegnere tutte queste pare che mi faccio?? Un abbraccio anche a te e alla tua bimba bellissima, spero di vedervi presto! 🙂

  • ele  says:

    cara Ly,il mondo per le donne e’una battaglia continua!..a volte le discriminazioni arrivano da dove meno ti aspetti..:l’altra sera discutevo con un amica single che si lamentava di come queste donne “con marito e figli” si ostinino a volere soddisfazioni carrieristiche togliendo spazio a chi come lei si trova a far del suo lavoro una vocazione univoca ed esclusiva!quanto sdegno!dovevi sentire!dopo certi discorsi ho il triplo di’energia per lavoro,famiglia,teatro,etc..
    ele

  • Laura  says:

    E’ difficile essere donne.
    Io sono stufa di sentire da donne-mamme che le donne SENZA figli fanno tristezza: perchè?Perchè ne avete sentita qualcuna dire qualcosa che non vi piace? perchè vi credete migliori? perchè avete dei pregiudizi? Perchè? Insomma, credo che donne TRISTI ci siano da tutte le parti, sia donne-mamme sia donne-non mamme. Non si può fare di un’erba un fascio.
    esempio: mia sorella ha lasciato il lavoro per stare con suo figlio, tutto il giorno a casa. Se lei è felice così, bene.

    Io: mi sto laureando, non voglio figli per mille motivi miei personalissimi e che IO ritengo validi. Quando vedo mia sorella capisco (ma già lo sapevo) che non riuscirei a fare una vita come la sua, mi sentirei annientata, come mi sento annientata oggi a volte quando sto a casa perchè le lezioni sono interrotte. Mi trascuro in quei periodi, mi sento una “nullità”. Ma IO sono così. Mia sorella è colà. Ognuno trova la sua felicità a suo modo.

    Basta con gli obblighi di partorire. Basta con gli obblighi di giustificarsi se non si fanno figli. Basta con le critiche reciproche. Rispettiamoci tutte.
    E’ possibile che oggi si tenta di dare rispetto a tutte le categorie (gay, trans, stranieri, religioni diverse….) e la “categoria” di donne-non mamme venga ancora vista come uno scherzo cattivo della Natura? Basta. Che ognuno segua le proprie inclinazioni, i propri desideri.
    La vita ci riserva già tante cose tristi (in mezzo alle gioie), perchè farci il sangue amaro con critiche continue?
    Non tutti raggiungiamo la felicità e la realizzazione personale allo stesso modo.

    Laura

  • Ly  says:

    @Laura: non credo che il commento sia del tutto pertinente al post. Ho il massimo rispetto per tutte le donne che scelgono di dedicarsi completamente alla famiglia e anche a quelle che decidono di dedicare anima e corpo al lavoro o allo studio. Non credo di aver mosso alcuna critica contro l’una o l’altra. E’ che io non mi accontento. Voglio entrambe le cose che sono notevolmente difficili da conciliare.

  • Laura  says:

    @Ly: hai ragione, il post si riferisce alle difficoltà (per una donna) di conciliare lavoro-famiglia. Ma mentre stavo leggendo tranquillamente, ho visto che Michela ha scritto (cito):

    …ma non è certo il fatto di avere famiglia che frena tutto. Io guardo le donne qui dentro, che hanno rinunciato ad essere madri per la carriera e non conosco persone più tristi e infelici… Credo che quando l’idea di un figlio ti entra dentro, in cuor tuo sai già quale sia la cosa giusta da fare…

    E sono dovuta intervenire, per rispondere a ciò,perchè ne sento parecchi di commenti del genere, e mi toccano perchè sono una donna in un’età giusta per affrontare l’argomento figli.
    La realtà è che è difficile conciliare lavoro e famiglia per una donna. Punto.Per chi vuole entrambe, come te, tanto di cappello, se ciò ti rende felice. E come te altre.
    Ma dire quello che ha detto Michela (e che tante dicono, credimi) mi pare voler vedere solo quello che si vuole vedere, fare di un’erba un fascio, solo perchè uno vuole figli allora quelle che non lo hanno (carrieriste) sono tristi. Allora andiamo avanti con le generalizzazioni e io potrei dire che conosco donne (davvero) che dopo aver avuto i figli:

    1: o sono rimaste a casa, e non conosco donne più frustrate di queste, dedite solo alla pulizia della casa, alla cura del bebè
    2: o hanno continuato a lavorare, diventando alquanto sciatte e nevrotiche, un continuo lamentarsi perchè gestire il carico di stress porta a ciò.

    Ma io questo non lo dico (lo ho scritto per “parafrasare” Michela).
    La risposta, insomma, era per Michela.

    Per rispondere più da vicino al post, credo che per una donna conciliare le due cose sia difficile. E’ così. Tutto dipende dalle scelte di ognuno, dalla sue priorità. Di certo, qualsiasi scelta porta a delle rinunce, in un senso o in un altro. Basta capire cosa per Ciascuno di noi conta di più, anche con riguardo a lavoro/figli (giacchè famiglia include anche altro per me).
    Ciao

  • Ly  says:

    @Laura: grazie per il chiarimento. Ora mi è più chiaro cosa intendevi dire. 🙂

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