La bambola di carta

le-paper-doll-bamboline-di-carta-l-i89c00Quand’ero ragazzina, trovai tra le cose di mia nonna una bambola di carta. Occhi azzurri, capelli scuri raccolti, indossava un costume da bagno a quadretti vichy azzurri. Aveva una mano sul fianco e un braccio in alto come a salutare. La mano alzata e il collo erano rinforzati con dello scotch trasparente.

Riposti in modo ordinato in un sacchetto di carta ingiallito, c’erano una decina di vestiti perfettamente sagomati in quella strana posizione. Tutti rigorosamente con le alette di carta bianca da piegare per fare indossare il vestito alla bambola di carta. Il mio preferito era giallo, non ricordo esattamente il modello, ma aveva come accessorio un cappellino di paglia che ovviamente non stava mai a posto.

Quando ho deciso d’imbarcarmi in un progetto annuale, non sapevo esattamente cosa fare. Doveva essere qualcosa che mi piaceva, o mi sarei stancata dopo poco, di originale e che riguardasse la fotografia ma anche la grafica. Un bel casino insomma.

Un giorno stavo cercando le recensioni per un prodotto di make up e sono finita su Polyvore e TA-DAA mi si è accesa una lampadina. Avevo a disposizione vestiti, trucco, borse, scarpine, accessori..mi serviva solo un manichino. Bhè, il manichino o, meglio, la bambola potevo essere io.

Così mi sono scattata diverse foto in pose un po’ da Barbie e un po’ da Cicciobello. Grazie a un programma di grafica, dopo qualche ora di lavoro, avevo una bella bambolina in diverse pose…e in mutande!!

Ma il grande archivio di Polyvore è pieno zeppo di fantastiche cosine che abbino di volta in volta in modo da creare un outfit completo con accessori, trucco e l’immancabile cover dell’iPhone. E se non trovo quello che voglio? Posso sempre cercarlo sul web e caricarlo :-).

Fin dal primo look ho cercato di adattare gli abiti alla Mia Paper Doll e non viceversa, dando per scontato che non ero – sono – sarò una taglia 38 ed è meglio cambiare abbinamento che mozzarmi una coscia. Con i pantaloni ho ancora delle difficoltà ma ci sto lavorando.

A cosa serve tutto questo? Mi diverto, indosso abiti che nel “mondo reale” non potrei permettermi o mi manca l’occasione e spesso scopro che un capo di abbigliamento che avevo etichettato come “neanche-morta” in realtà mi sta bene!

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